In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Il teatro Astra è terminato Apertura il 21 dicembre

San Donà. Martedì via Ancillotto chiusa al traffico per lo smontaggio della gru L’ex vicesindaco Mucelli: «Spesi troppi soldi, si doveva investire sul fotovoltaico»

di Giovanni Cagnassi
1 minuto di lettura

Nuovo teatro metropolitano Astra, il sipario si alza in grande stile con l’orchestra del teatro La Fenice il 21 dicembre. Il concerto darà il via a un periodo sperimentale di sei mesi per monitorare e valutare i costi di gestione secondo i criteri di efficienza ed economicità. La gestione sarà affidata dunque alla San Donà Patrimonio, società a totale partecipazione del Comune di San Donà che ha curato anche la costruzione del teatro.

«Si punterà a una dimensione metropolitana», afferma il sindaco, Andrea Cereser, «quale auspicio per una nuova visione del territorio, a partire da quel ponte straordinario tra più dimensioni e relazioni che è la cultura». Le aspettative sono grandi. «Il teatro sarà laboratorio culturale della città», dice l'assessore alla cultura Chiara Polita, «un incontro di esperienze che guarderà tanto alla collaborazione con le eccellenze del territorio, quanto alle realtà di artisti e associazioni che in città lavorano con impegno per la cultura, formando anche talenti che onorano San Donà anche in altre parti d'Italia e del mondo». I lavori della ditta Setten di Oderzo stanno volgendo al termine e martedì 28 ottobre verrà smontata la gru che da mesi ha troneggiato sul cantiere di via Ancillotto. I lavori prevedono la chiusura completa al traffico lungo la strada, via Ancillotto, dalle 8,30 di martedì al termine delle operazioni di rimozione.

Un teatro che la città attende ormai da anni, ma che fa paura. È costato attorno agli 8 milioni di euro, finanziamento più finanziamento meno, ma i costi di gestione saranno elevati. L'ex vice sindaco, e noto imprenditore del Basso Piave, Flavio Mucelli, era stato il primo storico imprenditore al governo della città assieme alll'allora sindaco, Vasco Magnolato. E lui ora stronca l'operazione nuovo teatro che è stata una vanto per l'amministrazione Zaccariotto negli anni successivi. «Tra una cosa e l'altra verrà a costare circa 10 milioni di euro dopo tutti questi anni di trattative, lavori e aquisti», commenta alimentando una nuova polemica in città, «si parla di gestione costosissima, fino a 2 o addirittura 300 mila euro l'anno. Mi chiedo se servisse una simile esposizione finanziaria, quando già ci sono altri teatri importanti nel Veneto Orientale e la Provincia. Ci sarebbe costato meno acquistare degli abbonamenti per altri teatri e darli ai cittadini. Con simili cifre io avrei puntato su altro, ad esempio un investimento molto grande sul fotovoltaico che avrebbe garantito energia a tutta la città, introiti certi, avrebbe permesso di accumulare risorse e alleggerire le spese dei cittadini per affrontare la crisi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori