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Unioni civili e diffide, i sindaci: «Noi andiamo avanti»

I Comuni di Mira e Marcon rispondono al ministro Alfano: «Pronti a trascrivere anche le unioni gay registrate nell’Unione». A breve cerimonia tra due ragazze

di Alessandro Abbadir
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MIRA. Mira e Marcon vanno avanti. Sulla questione del Registro delle Unioni Civili i sindaci dei due paesi che da tempo (insieme a Campolongo) hanno istituito questa possibilità per regolamentare i vincoli affettivi (che non sono solo fra persone dello stesso sesso ma anche fra conviventi eterosessuali, conoscenti, fratello e sorella, colleghi di lavoro per fare qualche esempio) e non accettano il diktat del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che ha ordinato ai prefetti di diffidare i Comuni dal registrare queste unioni.

I comuni si impegnano con questi regolamenti a fornire gli stessi servizi di competenza, come nel caso in cui ci si trovasse di fronte ad una coppia sposata. Ma c’è di più: oltre a tirare dritto e non considerare la diffida del ministro Alfano , i due Comuni sono decisi ad andare oltre: trascriveranno le nozze omosessuali avvenute in altri Stati, come ha fatto ieri il sindaco di Roma Ignazio Marino.

«A Mira a breve», spiega Mauro Berti capogruppo ella maggioranza del Movimento 5 Stelle, «ci sarà la prima iscrizione nel Registro delle Unioni Civili fra due ragazze che da tempo vivono nel territorio del nostro Comune. Per noi, diffida o meno, non cambia nulla: chi vorrà si potrà iscrivere al Registro e se vorrà potrà usufruire di una cerimonia pubblica o in Municipio o nella sala degli Specchi di Villa dei Leoni. Su questo, con il sindaco Alvise Maniero, siamo decisi ad andare avanti spediti. Siamo pronti anche a trascrivere a Mira le nozze gay stipulate in altri paesi dell’Unione Europea come segnale di sensibilizzazione al Parlamento per fare una legge di cui a questo punto si avverte la necessità per fare chiarezza».

Sulla stessa linea il sindaco di Marcon Andrea Follini ( Pd): «Certo non ci facciamo intimidire dai diktat del ministro Alfano. Se qualcosa non va nel nostro Registro ce lo dovrà dire il prefetto anche se penso che non succederà, visto che tuteliamo con questo strumento un vincolo affettivo come tra l’altro previsto dalla Costituzione. Sulla questione della trascrizione delle nozze gay agiremo come ha fatto ieri il sindaco di Roma. Le faremo trascrivere. Rispondiamo ad Alfano con un invito a lui e al Parlamento: questo atto serva a sensibilizzare il legislatore sulla necessità di una normativa più chiara che vada nella direzione di un ampliamento dei diritti».

Più prudente invece la posizione del comune di Campolongo, guidato dal sindaco di centrosinistra Alessandro Campalto: «È ora che questa materia prenda la parola il legislatore».

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