Mose, patteggiano Galan e altri 18

Al tribunale di Venezia il gip ha confermato tutti gli accordi fra la Procura e i 19  indagati. Per l’ex governatore Galan due anni e 10 mesi più 2,6 milioni di euro. Ma gli avvocati ribadiscono: "E' innocente, valuteremo ricorso in Cassazione"

VENEZIA. È iniziata, al tribunale di Venezia, una delle giornate decisive dell’inchiesta sul Mose: saranno infatti 19 gli indagati che oggi avranno un’udienza davanti al Gip per chiudere il patteggiamento concordato con la procura. Fra questi spicca la presenza dell’ex presidente del Veneto, Giancarlo Galan, mentre avverranno in un altro momento quelli dell’ex assessore regionale Renato Chisso e del suo segretario Enzo Casarin, per cui l’accordo con la Procura è arrivato fuori tempo massimo per essere inserito nella maxi-udienza di oggi.

Ore 14 Nordio soddisfatto. Il sostituto procuratore Carlo Nordio, in rappresentanza dell'accusa, si dice soddisfatto di questi patteggiamenti: "L'impianto accusatorio ha retto fino alla fine, gli assunti dell'inchiesta sono stati tutti confermati".

Ore 13,55 Ghedini e Franchini: valuteremo ricorso in Cassazione. Al termine dell'udienza, gli avvocati difensori di Galan, Niccolò Ghedini e Antonio Franchini, conversando con i giornalisti, hanno ribadito che il loro assistito continua a professarsi innocente e che la scelta del patteggiamento è stata dettata esclusivamente da ragioni di salute e personali. I legali stanno valutando se proporre ricorso in Cassazione, l'unico possibile nel caso di un patteggiamento. Intanto il ricorso allungherebbe i tempi dell'eventuale passaggio in giudicato della sentenza. Nel frattempo, Galan resta deputato, anche se è agli arresti domiciliari nella sua villa di Cinto Euganeo. Poi, in caso di sentenza definitiva, e di voto di ratifica della Camera, scatterebbe anche per lui la decadenza anche se - hanno aggiunto Ghedini e Franchini - va verificato se la legge stessa si possa applicare a Galan cui vengono addebitati fatti precedenti alla sua entrata in vigore.

Ore 13.50 Galan patteggia. Anche Giancarlo Galan, l'indagato più famoso, ha pettaggiato la pena di due anni e 10 mesi e 2,6 milioni di euro. Accettato quindi l'accordo con la Procura.

Ore 13 Venuti. Paolo Venuti, ex commercialista di Galan, patteggia 2 anni e 70 mila euro.

Ore 13 Chiarini. Gino Chiarini patteggia un anno e 5 mesi e 10 giorni senza sospensione della pena (la proposta era di un anno)

Ore 12.38 Mazzola. Osvaldo Mazzola patteggia un anno e 2 mesi e 100 mila euro.

Ore 12.37 Marchese. Giampietro Marchese, ex consigliere regionale dl Pd, patteggia 11 mesi e 20mila euro.

Ore 12,36 Morbiolo. Franco Morbiolo patteggia un anno e 6 mesi e 19.500 euro

Ore 12.35 Cuccioletta. Patrizio Cuccioletta (Magistrato delle acque) patteggia 2 anni e 750mila euro.

Ore 12.10. Prima paura dei lavori. Udienza momentaneamente sospesa.

Ore 12: finora 11 patteggiamenti. Fra gli indagati che hanno fin qui patteggiato si aggiungono Cristiana Cortella (un anno e 3 mesi più 100mila euro, richiesta confermata), Teresa Brotto (2 anni e 600mila euro, proposta accettata), Mario Boscolo Bacheto (2 anni), Stefano Boscolo Bacheto (2 anni), Andrea Boscolo Cucco (11 mesi), Antonio Boscolo Cucco (9 mesi). Per la Cooperativa San Martino (di cui fanno parte questi ultimi quattro) deciso poi un pagamento di 776mila euro complessivi. Altri patteggiamenti: Dante Boscolo Contadin (un anno e 9 mesi), Flavio Boscolo Contadin (un anno e 9 mesi). Per Stefano Tomarelli 2 anni e 700mila euro.

Ore 11.45 Gli avvocati discutono in corridoio.

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Ore 10.58Il Gup accoglie le prime proposte di patteggiamento: Mazzi e Neri. Il gup di Venezia, Giuliana Galasso, ha accolto i primi due patteggiamenti nell'ambito dell' inchiesta Mose. I primi patteggiamenti hanno riguardato Alessandro Mazzi, che ha chiuso l'accordo con la Procura per 2 anni di reclusione (pena sospesa) e 4 milioni di euro di multa, e Luciano Neri che ha patteggiato 2 anni di carcere (pena sospesa) e 1 milione di euro di multa. I due erano nei vertici del Consorzio Venezia Nuova ed erano indagati perchè all'epoca dei fatti avrebbero gestito e distratto dei fondi neri per favorire l'attività del Cvn.

 

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