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La prima gru “verde” di Porto Marghera nel terminal di Vecon

La società annuncia l’acquisto di un sollevatore di container a trazione elettrica che ridurrà le emissioni di Co2 e polveri

di Gianni Favarato
2 minuti di lettura

Un quarto di emissioni inquinanti di anidride carbonica in meno all’ora, per un totale di 120.400 chilogrammi di questo “gas serra” non più scaricate ogni anno in atmosfera dalle gigantesche gru del porto commerciale. È quanto promette Vecon spa - uno dei due grandi terminal del porto commerciale di Venezia, specializzati in container - che ieri ha annunciato di aver avviato una campagna di investimenti in «equipment green and policy interne». Un’iniziativa che, secondo l’Autorità portuale veneziana, presieduta da Paolo Costa, contribuirà a «fare dello scalo veneziano uno fra i più avanzati in termini di salvaguardia ambientale, migliorandone inoltre gli standard competitivi».

Vecon spa - attiva nel porto veneziano dal 1988 e dal 1997 controllata dal gruppo PSA di Singapore - ha previsto infatti «l’acquisto di una nuova gru gommata E-RTG di ultima generazione, che sarà alimentata elettricamente», con conseguente riduzione delle emissioni di Co2, ma anche di polveri sottili e altri inquinanti chimici - derivati dalla combustione di gasolio o di altri carburanti fossili utilizzati fino ad oggi -e dell’inquinamento acustico. «Si tratta», come precisa una nota stampa dell’Autorità Portuale, «di una riduzioni dell’inquinamento atmosferico pari a 16 chilogrammi all’ora di Co2, contro i 59 prodotti dall’attuale gru funzionante a gasolio, con una riduzione media annua del 73%, a cui si aggiungerà un importante risparmio nei costi operativi e di rifornimento».

Del resto - come informa l’Autority sottolineando la convenienza logistica e ambientale dello scalo veneziano «per ogni container proveniente dall’Asia diretto a Monaco di Baviera che viene sbarcato a Venezia invece che in un porto del nord Europa», vengono emessi nell’atmosfera ben 97 chilogrammi di Co2 in meno». Alla Vecon è stato inoltre installato di recente un «nuovo impianto di raffrescamento e riscaldamento: l'installazione produce 33.895 chili di Co2 all’anno, contro i 108.464 prodotti dal vecchio impianto, con una riduzione delle emissioni del 69% e conseguentemente un minor consumo di energia e maggiori i benefici ambientali ed economici».

La campagna “green” avviata da Vecon - è stato fatto notare - sta già «coinvolgendo direttamente anche il personale impiegato nel terminal, attraverso attività di sensibilizzazione volte a promuovere un approccio più responsabile nell'utilizzo delle risorse materiali ed energetiche». A tal fine Vecon ha «acquistato un nuovo pannello di sicurezza volto a monitorare la velocità degli automezzi che verrà installato all’interno dell’area Vecon e verrà alimentato esclusivamente tramite pannelli fotovoltaici». A testimoniare l’impegno a «mettere in sintonia lo sviluppo o economico con la difesa dell’ambiente, il personale Vecon ha partecipato anche alla piantumazione di nuovi alberi nelle aiuole dell’area del terminal che si trova nel tratto finale del Molo B di Porto Marghera».

L’Autorità Portuale di Venezia si è candidata, già da tempio, a diventare un “ gateway europeo sostenibile” dal punto di vista ambientale per la laguna e Venezia dei flussi commerciali da e verso l’Asianell’’Alto Adriatico. Le attività, che rientrano nel programma “Porto verde” avviato dall’Autority veneziana, riguardano quattro aree: la laguna e le falde sotterranee, i terreni demaniali da bonificare e l’utilizzo carburanti sempre più puliti.

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