«Troppe forzature, ristabilire l’iter corretto»

Diffida ai ministeri firmata dal Gruppo XXV aprile che ha raccolto 30 mila firme sul web

«Troppe irregolarità e forzature. La procedura di Via per il Contorta va riportata nell’alveo della legalità». Parole pesanti quelle spese da Marco Gasparinetti, portavoce del comitato XXV aprile. Che dopo aver raccolto 30 mila firme on line contro lo scavo del canale ha inviato ieri una diffida al ministero per l’Ambiente e ai ministeri di Infrastrutture e Beni culturali firmata dall’avvocato Alberto Pagnoscin. Viene contestata la competenza dell’Autorità portuale a «proporre, finanziare e realizzare un intervento come quello proposto, mancando allo stato la disponibilità delle aree, la loro destinazione portuale e il via libera dei Piani regolatori». Viene anche contestata la legittimità del ricorso alle procedure accelerate della Legge Obiettivo. «Anche un verbale di una riunione», si legge nella diffida, «non può bastare a qualificare l’opera proposta come infrastruttura strategica». Una questione non da poco.

Perché proprio riferendosi alla Legge Obiettivo e alla definizione del’opera come «strategica e di interesse nazionale» i proponenti scrivono che si può superare l’impatto esistente dovuto allo scavo. Una battaglia legale avviata anche da alcune associazioni. Che hanno presentato osservazioni alla procedura di Via. Tra queste la docente Iuav Andreina Zitelli, Ecoistituto del Veneto, Ambiente Venezia e Italia Nostra. Ieri la presidente della sezione veneziana Lidia Fersuoch ha inviato una lettera al ministro dei Beni culturali Enrico Franceschini. Invitandolo a esercitare le sue «competenze irrinunciabili», previste dalla legge, sulla tutela di Venezia e della sua laguna.

Italia Nostra ricorda anche le indicazioni date al governo italiano non più tardi di tre mesi fa dall’Unesco. Che invitava a tutelare oltre alla città patrimonio dell’umanità anche la sua laguna, minacciata dallo scavo di nuovi canali. E la lettera inviata all’ex ministro Massimo Bray. Firmatario in questi giorni di una mozione sottoscritta da 40 deputati e presentata al governo.

Insomma, un groviglio di iniziative. Tra cui spicca anche quella di segno contrario sottoscritta da deputati di Forza Italia e Ncd che invitano a «tutelare la Marittima e la crocieristica veneziana».

Ma altre diffide stanno arrivando in questi giorni al ministero per l’Ambiente. Che avrebbe invitato il Porto a controllare le procedure. Il direttore della sezione Via Massimo Grillo ha inviato il 18 settembre la lettera che dà il via alla procedura. La commissione del ministero, comunica, è stata integrata con il dirigente della Regione Giuseppe Fasiol, arrestato per lo scandalo Mose-Mantovani e poi scarcerato. Resta indagato anche se, precisano i suoi legali, il giudice del riesame ha ritenuto insufficienti gli elementi a suo carico.(a.v.)

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