Mose, Mazzi patteggia e ritrova la libertà

Dopo l’accordo con la Procura, la decisione del gip di Venezia. L’imprenditore esce dal carcere di Parma

VENEZIA. L'imprenditore Alessandro Mazzi, coinvolto nella vicenda Mose, è tornato in libertà ed è uscito oggi dal carcere di Parma su decisione del Gip di Venezia Giulia Galasso. La svolta dopo che Mazzi - assistito dall'avvocato Renato Alberini - ha deciso di patteggiare con i Pm del pool che ha indagato sulla vicenda due anni (pena sospesa) e 4 mln di euro sui 16 che gli sono stati sequestrati preventivamente. Mazzi andrà in udienza davanti al Gip di Venezia per il patteggiamento il 16 ottobre prossimo quando numerose altre persone (35 quelle coinvolte nella vicenda) seguiranno lo stesso percorso istruito negli ultimi mesi.

Mazzi è titolare dell'omonima impresa di costruzioni ed era socio al 30% del Consorzio Venezia Nuova, incaricato di realizzare il Mose, all'epoca dei fatti presieduto da Giovanni Mazzacurati. Un paio di giorni fa, Mazzi che aveva sempre negato ogni addebito, ha rilasciato dichiarazioni spontanee ammettendo le proprie responsabilità ai Pm Stefano Ancillotto, Paola Tonini e Stefano Buccini, coordinati dal Procuratore aggiunto Carlo Nordio. Dopo l'ammissione le parti hanno predisposto la proposta di patteggiamento. La Procura accusava Mazzi di corruzione in concorso, finanziamento illecito dei partiti e false fatturazioni quelle che servivano per creare fondi neri da dirottare alla politica.

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