«Cereser non crede più all’ospedale unico»

San Donà. Duro attacco della Zaccariotto al suo successore: rischia di perdere una grande occasione

Ospedale unico, asse Zaccariotto-Forcolin. L’ex sindaco di San Donà, presidente della Provincia e consigliere comunale, Francesca Zaccariotto difende le posizioni del sindaco di Musile che accusa il collega di San Donà Cereser non di non credere veramente all'ospedale unico. «Bene ha fatto Forcolin a prendere una posizione fortemente critica nei confronti dell’operato del sindaco Cereser», dice la Zaccariotto, «dopo gli impegni assunti pubblicamente da quest’ultimo a sostegno della battaglia per l’ospedale unico, oggi seriamente messi in discussione in primis dal suo collega di partito, il sindaco Bertoncello di Portogruaro. Mi stupisce invece che il sindaco Cereser si stupisca di questo risultato. Ma di cosa si sorprende, se era chiaro da mesi in quale la direzione si stava andando, qual era la piega assunta dagli eventi, e cosa stava accadendo. Si poteva ben capire dagli atteggiamenti, dai comportamenti tenuti dal sindaco nei confronti del Consiglio, dal mancato coinvolgimento non solo dei consiglieri del suo stesso comune, ma degli stessi amministratori e sindaci interessati, da quella che era da tutti considerata un’occasione importante e unica per tutto il Sandonatese».

«Avevamo più volte denunciato», sostiene la Zaccarriotto, «il silenzio assordante di fronte a decisioni che andavano condivise con il territorio. Penso anche alla proposta di delibera della lista civica Zaccariotto, e forse l’unica voce fuori dal coro è stata quella del vice sindaco Oliviero Leo. Il sindaco Cereser ha ritenuto di giocare male una partita che sembrava già vinta. Una partita pianificata e costruita per anni dalla passata amministrazione».

La Zaccariotto sferra un attacco politico, dopo una lunga assenza dal Consiglio. «Non so», dice, «quali altri danni dovrà compiere Cereser prima che ci sia piena consapevolezza da parte della comunità che ha riposto piena fiducia in lui. Queste sono scelte che riguardano il futuro di un’intera comunità, che ricadono non solo sui cittadini di oggi ma anche su quelli di domani. Per poter dire di aver vinto una partita bisogna portare a casa i risultati. E quali risultati possono arrivare dall’esclusione, dal mancato coinvolgimento, se non quello di penalizzare un territorio che era stato individuato come il più adatto ad ospitare la nuova struttura ospedaliera, e che era stato sostenuto dagli stessi rappresentanti del territorio?».(g.ca.)

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