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«Hitler doveva sterminare i gay», interviste choc a Jesolo

Un video riprende alcuni ragazzi che intervengono sulle adozioni alle coppie omosessuali. Il sindaco Zoggia: «Parole da condannare». L’associazione Lgbt: «Un caso che non va archiviato»

di Giovanni Cagnassi
1 minuto di lettura

JESOLO. «Hitler doveva sterminare i gay», omofobia di scena in piazza Mazzini in una notte tipo piena di giovani. Il tutto in un video pubblicato poi in rete su gay.it. Un video che sta facendo discutere e presenta uno spaccato piuttosto disarmante. Sono ragazzi maggiorenni che hanno maturato un certo pensiero estremo, che vivono, studiano, lavorano, votano. La conduttrice ne ha intervistato alcuni in piazza, ponendo loro domande specifiche sull’adozione alle coppie gay. Capelli corti, maglie attillate e jeans. Ragazzi della porta accanto che alle domande sulla omosessalità e le adozioni, scattano in reazioni rabbiose.

Tra chi era contrario, i più, e favorevole, una risicata minoranza, sono esplose offese, scherno e discriminazione volgare. Uno dei giovani ha a un certo punto inneggiato a Hitler e al nazismo, rammaricandosi che il dittatore “non avesse terminato il suo lavoro”.

Ad un certo punto, mentre la conduttrice è ancora al microfono cercando di far parlare gli intervistati ed evidenziando che molti gay nascono e vivono in famiglie perfettamente eterosessuali, sono arrivate grida e cori contro gli omosessuali da eliminare senza esitazioni. La conduttrice, a un certo punto, blocca il video ed esprime la sua vergogna di essere veneta, anche perché i ragazzi avevano tutti un marcato e infondibile accento.

Il sindaco, Valerio Zoggia, è perplesso: «Io ho vedute aperte sulla sessualità di ognuno, non voglio esprimermi qui in poche parole su un tema delicato come le adozioni ai gay e i matrimoni tra omosessuali, ma certo chiedo che ci sia sempre rispetto per il prossimo e la persona in generale, a prescindere dal suo orientamento sessuale e quindi non posso che condannare il comportamento di chi si è espresso in questo modo».

Salvatore Esposito del Sel liquida in poche parole il video e il suo oggetto. «La mamma dei razzisti», dice sarcastico, «è sempre incinta, è una questione di cultura, se non esiste è inutile sforzarsi. Questi vanno isolati sia a livello civile, sia culturale. Non hanno nulla da dare alla società e vanno semplicemente ignorati senza discutere con loro».

Infine Lgbt, l’associazione dei gay, lesbiche trans e bisessuali, prende posizione. «Noi chiediamo fin d’ora che questo episodio non sia trascurato e archiviato», dicono i referenti dell’associazione, «è la dimostrazione che i Comuni, le amministrazioni, devono fare qualcosa su questo tema scottante. Pensiamo a un tavolo che possa aiutare a discutere e sensibilizzare ai temi della omofobia, transfobia e quant'altro. Non possiamo lasciare che queste sacche di discriminazione e ignoranza aumentino».

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