Giovani senza lavoro numeri drammatici ma c’è una speranza

Al Centro per l’impiego di Dolo 3300 richieste solo nel 2014 Un convegno per riflettere e i consigli degli esperti di settore

DOLO. «Al centro per l’impiego di Dolo ci sono 3798 richieste di lavoro contro le 2266 del 2005. Nell’ultimo anno ne sono arrivate 3302». Questi sono i dati presentati da Gianluigi Naletto, moderatore del dibattito “Il lavoro e la crisi. Testimonianze per vincere la sfida”, che si è svolto martedì sera nel patronato di San Rocco.

L’obiettivo dell’incontro era fare una “fotografia” del territorio analizzando aspetti e prospettive per i giovani. Dai dati presentati da Naletto, presi dalla Camera di Commercio, il 20 per cento delle richieste di lavoro arrivano dai giovani under 25, il 48 per cento dalla fascia 25-45 anni mentre il 32 per cento sono gli over 45.

«La disoccupazione giovanile nel veneziano è pari al 25 per cento», ha spiegato Naletto, «i giovani della Riviera vivono un momento particolare, alcuni sono in una fase di immobilismo dato che non studiano e non lavorano». Sono stati poi illustrati anche dati provinciali riguardanti le difficoltà di reperimento di lavori. Le figure più ricercate sono: cuochi, camerieri o simili e commessi o personale qualificato nelle attività commerciale. All’incontro, cui hanno partecipato molti giovani e genitori, sono intervenuti come relatori Dania Thiene, cacciatrice di teste, esperta di gestione delle risorse umane e Marino Chiarelli, manager in una multinazionale del settore retail. «Le opportunità ci sono», ha esordito Dania Thiene, «il primo consiglio che voglio dare ai giovani è chiarirsi le idee e costruirsi un progetto di vita. Devono essere consapevoli delle scelte che state facendo. Consiglio poi di fare anche i cosidetti "lavoretti” per capire cosa significa il mondo del lavoro e cosa vi piace fare. Fondamentale poi è imparare una lingua straniera e fare esperienze all’estero». Anche Marino Chiarelli ha lanciato un messaggio di “speranza” ai giovani. «Ci sono tante opportunità», ha svelato il manager, «le grandi aziende sono costantemente alla ricerca di giovani. Io consiglio ai giovani di continuare a studiare, ad evolvere ed a investire su se stessi. Preparatevi ad andare oltre il lavoro sotto casa, l’Italia e l’Europa devono essere la vostra casa». Il dibattito si è concluso con una riflessione di don Alessandro Minarello: «Inizio da un’espressione che mi ha sempre accompagnato che è "Cresci dove sei” inoltre la crescita deve partire da una base che è quella di conoscerci per nome».

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