In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Mose, indaga anche san Marino: fascicolo per riciclaggio

Nel mirino Claudia Minutillo, Piergiorgio Baita e il broker William Colombelli. Il sospetto: sotto la Rocca creati fondi neri per pagare le tangenti a Venezia

1 minuto di lettura

VENEZIA. Gli sviluppi delle inchieste veneziane sulle tangenti arrivano a San Marino, dove la Procura ha aperto un fascicolo d'indagine con l'ipotesi di riciclaggio che coinvolgerebbe tre dei protagonisti del “caso Mantovani”: Claudia Minutillo, ex segretaria di Giancarlo Galan, Piergiorgio Baita, ex ad dell'impresa costruttrice, e il broker sanmarinese William Colombelli. I magistrati, che avrebbero posto sotto sequestro mezzo milione di euro, vogliono far luce su eventuali illeciti commessi nella Repubblica del Titano. Qui infatti operava la Bmc Broker di Colombelli che, secondo le accuse dei pm, con il concorso di Baita e Minutillo avrebbe lavorato creato un fondo cassa fatto con fatture inesistenti per generare la provvista di denaro destinato alle mazzette in laguna. Fondi giustificati formalmente con consulenze tecniche che Colombelli forniva a Baita. Si tratta di uno spin-off giudiziario non dell'inchiesta Mose, ma di quella per frode fiscale che nel febbraio 2013 fece da stura a tutti gli altri filoni: dalla turbativa d'asta su un appalto del Porto che causò l'arresto di Giovanni Mazzacurati (luglio 2012), alla maxi retata del Mose (4 giugno 2014). Intanto la Procura di Venezia è alle prese con una vera e propria raffica di denunce e delazioni, tutte anonime, giunte ai propri uffici dopo l'esplosione del caso Mose. Una cinquantina gli esposti, anche circostanziati, ma tutti privi di firma, sono stati raccolti dal Procuratore Luigi Delpino, che tuttavia non potrà utilizzare in alcun modo denunce anonime e per questo ha invitato chi lancia accuse «a metterci la faccia».

I commenti dei lettori