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Verità e innocenza, il bianco come danza

Alla Fondazione Cini di Venezia in prima assoluta i ballerini coreani in candide vesti

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VENEZIA. La compagnia A+M (Asia Movement) del coreografo Cho Yong Min propone “White”, uno spettacolo in prima assoluta di danze coreane tradizionali e contemporanee appositamente pensato per la Fondazione Cini e che sarà di scena mercoledì 18 giugno alle 19 sull’isola di San Giorgio Maggiore. Gli abiti di scena, total recycling e creati da designer indipendenti, sono prodotti e forniti dal fashion brand coreano Re;code. In una combinazione di musica e danza tradizionale coreane, derivate dai rituali degli sciamani locali, e coreografie contemporanee di Yong Min Cho, lo spettacolo compie l’esplorazione della simbologia del colore bianco, primo dei cinque colori tradizionali coreani (bianco, nero, rosso, blu e giallo).

Ciascun colore è legato a una particolare simbolica, a sua volta connessa alle cinque direzioni, agli elementi e molteplici altri valori. In particolare, il bianco è associato all’Occidente, al metallo, alla castità, alla verità, all’innocenza e alla morte. Nella prima parte dello spettacolo, dedicata alla tradizione, tre danzatori accompagnati da aiaeng (cetra a sette corde), daegeum (flauto traverso), janggu (tamburo a clessidra), jing (gong) e taepyongso (oboe), svolgeranno un’azione coreografica rivolta alla convocazione di uno spirito (un’anima), alla ricerca di una possibile riconciliazione che preceda il concedo, e così il ripristino della pace. La seconda parte, concepita come una compenetrazione di musica tradizionale e danza contemporanea, proseguirà idealmente ciò che nella prima i movimenti avranno descritto, dedicandosi non soltanto allo spirito (l’anima), ma ad una più profonda comprensione dei sensi umani e dello spazio, attraverso i ritmi delicati e la profondità del movimento, trasportato dalle note dell’Ensemble Nol Eum Pan. Tutti gli abiti di scena sono stati prodotti da Re;code, fashion design brand nato in Corea del Sud, con base a Seoul ed interamente prodotto in Corea. Il marchio, già noto, promuove lo sviluppo di network tra designer indipendenti, uniti dal desiderio di creare attraverso l’utilizzo di materiali di riciclo e a basso impatto ambientale, facendo dell’eco-sostenibilità la sua la filosofia. Realizzando capi dal design unico (prodotti da 1 ad un massimo di 20 pezzi per ogni modello) tramite materiali di scarto, la moda ed il semplice recycling, abbracciano un nuovo scopo: creare un ciclo di consumo che riduca gli sprechi, promuovendo così una cultura per la valorizzazione dell’ambiente. L’evento è promosso dall’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati, Asia House e Re;code, con il sostegno di Eni e Regione del Veneto.

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