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L’Onda Pride invade la città, «libertà di essere e amare»

Matrimoni per coppie omosessuali, famiglie arcobaleno, lotta all’omofobia tra le parole d’ordine dell’appuntamento del 28 giugno

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VENEZIA. Sabato 28 giugno sarà #VeneziaPride2014: “Nessun pesce fuor d’acqua” sarà un corteo - dalla stazione a Rialto a San Polo - per l’affermazione di diritti affettivi e civili oggi ancora negati in Italia a cittadini e cittadine gay, lesbiche, transgender, una «manifestazione per i diritti Lgbtqi, per la libertà di essere e di amare»; ma sarà anche una festa, invitando tutta la città a divertirsi in campo San Polo e al parco di San Giuliano. Richieste di riconoscimento civile, ma anche colore e allegria, come da Pride doc: per l’ “Onda ” veneziana sono attese 5 mila persone, come già l’anno scorso a Vicenza.

«Vogliamo portare a Venezia contenuti che la città non vedeva da molto: 18 anni sono passati dal Gay Pride di Venezia, uno dei primi in Italia», racconta Mattia Gladiolo, a nome degli organizzatori, «a livello nazionale si è deciso di passare dalla manifestazione unica nazionale, all’organizzazione di “Onda Pride” regionali, per calarci nei territori e dare visibilità a una realtà presente nelle nostre città, quotidianamente, e che attende risposte in termini di diritti. Venezia è stata scelta come città di eccellenza per alcune politiche e in solidarietà a Camilla Seibezzi, vittima di attacchi violenti per il suo prezioso lavoro da delegata contro le Discriminazioni. Sarà un’Onda Pride per l’affermazione di diritti di tutti, ma anche di gran divertimento per tutti».

L’appuntamento è alle 15 di sabato 28 in piazzale della stazione e - in attesa della partenza del corteo, alle 17 - sarà un concentramento-festa a ritmo di milonga, con i Tango Queer. Meta della manifestazione che si snoderà lungo la Strada Nuova e il ponte di Rialto, è campo San Polo, dove alle 18.30 inizierà un happening , tra interventi e divertimento. Sul palco, Luca Morassutto di Arcigay e Cinzia Gatto per le Famiglie Arcobaleno. Ilaria Gervasoni di Udu, l’intervento del Collettivo Lgbtq Stonewall Venezia e di Camilla Seibezzi, delegata per i Diritti civili del Comune. Tra un intervento e l’altro gli artisti di Indie Pride: la rock band di Una, il dj Godblesscomputers e il coro Lgbt Canone Inverso. Poi dalle 23 all’alba, Pride Party in parco San Giuliano, con l’animazione del gruppo Trash&Chic.

Diritto di sposarsi, di avere figli e vedere la propria famiglia legalmente riconosciuta, lotta a tutte le discriminazioni, dalle più violente a quelle quotidiane sono le parole d’ordine dell’Onda Pride, declinate secondo tre temi veneziani, come spiega ancora Mattia Gladiolo: l’educazione, «per la costruzione di una società inclusiva a partire dalla cultura e la lotta al bullismo omotransfobico, l’educazione alle differenze e a una sessualità consapevole»; «marginalità e autodeterminazione, per porre l’attenzione sulle varie forme di oppressione ed esclusione sociale che colpiscono trasversalmente la comunità Lgbt, ma anche altre categorie per età, disabilità, gener. Il diritto alla felicità è di tutti». Infine le famiglie, «per promuovere il riconoscimento delle convivenze leschiche, gay, bisex, transgender, il matrimonio egualitario, le coppie di fatto e l’omogeniotorialità, sia come tutela dell’esistente sia come diritto a una progettualità genitoriale per tutte le coppie».

«Oggi più che mai la nostra città deve iniziare ogni suo passo dal tema dei diritti», commenta Camilla Seibezzi, «battaglie che dobbiamo fare tutti insieme per il tema dell'uguaglianza, la dignità e il rispetto dovuto ad ogni cittadino. Basta essere spettatori, ma sia la cittadinanza tutta a farsi protagonista di una città che merita ben altro delle ombre e il fango che gli è stato gettato addosso. E sia così per ogni genere di diritto.

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