Il Canal Grande diventa un giardino di rose e petali

L’evento. Sabato la quarta edizione del corteo addobbato con migliaia di fiori. E in laguna fioriscono i roseti curati dai ragazzi

VENEZIA. Qual è il luogo più significativo per un roseto a Venezia? In Canal Grande. Queste sono la domanda e la risposta che si è posta Dania Lupi, poetessa e presidente dell’Associazione Rosetieventi, e così, sabato 24 maggio, Venezia avrà per il quarto anno “Un giardino di rose sull’acqua”.

L’iniziativa prevede la partenza alle ore 10-10.30 dal Tronchetto delle caorline, gondole e mascarete delle remiere veneziane addobbate con duemila rose. Verso le ore 11 il corteo passerà per Rialto e qui, come ha tenuto a sottolineare Lupi, prenderà vita l’intenzione poetica dell’evento «dove la rosa e il suo profumo dona a Venezia qualcosa di delicato come la poesia stessa. La rosa è un archetipo riconosciuto in tutto il mondo ed è una centralità dove richiamare tutti, ora dispersi».

Dal Ponte di Rialto, dunque, ci sarà una delicata pioggia di petali di rose sulle imbarcazioni lasciati cadere da studenti, scout e da tutti coloro che a casa hanno delle rose che stanno sfiorendo e vogliono partecipare al “dono al Canal Grande”. L’ideatrice dell’iniziativa si augura la presenza-collaborazione di Renzo Rosso sul Ponte, «dal momento che», ha detto Lupi, «è una felice coincidenza che Rosso stia portando avanti dei lavori di ristrutturazione lì da dove sarà lanciato questo messaggio di gioia e protezione per la città».

Per le ore 11.30 è previsto l’arrivo alla Basilica di Santa Maria della Salute per la benedizione del corteo, in seguito ci sarà una sosta per la visita al Roseto del Silenzio nell’antico giardino del Seminario Patriarcale che per l’occasione sarà aperto al pubblico. La manifestazione si concluderà nel giardino di Palazzo Corner. Naturalmente le “imbarcazioni fiorite” si potranno ammirare dai palazzi e dalle rive del Canal Grande.

L’evento si ricollega al Roseto Madre, che è un vero e proprio impianto di rose botaniche, che Dania Lupi da sei anni sta realizzando sulle isole dove Venezia è nata, come già è avvenuto alla tenuta Venissa di Mazzorbo e in alcuni sestieri della città. Nel giardino della Basilica di Santa Maria della Salute c’è il roseto chiamato “del Silenzio”; a San Francesco della Vigna quello denominato “il Roseto del Cantico” e presso l’Istituto Alberghiero Barbarigo “il giardino fiorito: torta di rose”. Si stanno ultimando “il RosetoRagazzi” al Liceo Foscarini e “il Roseto delle Lodi” a San Francesco del Deserto. L’intento, ha rilevato Lupi, è di non creare solo “impianti” di tipo botanico, bensì anche di esprimere intenzioni culturali come quelle di dare un significato ad ogni luogo, con una risonanza, ogni volta diversa, del “Percorso delle Rose” nell’esperienza del visitatore. Sono previsti, inoltre, altri roseti nell’isola di Torcello e in quella della Certosa. Ai Padri Benedettini dell’isola di San Giorgio saranno offerte rose damascene e nel giardino delle suore domenicane di Santa Caterina si arriverà a impiantare un “Roseto dei Semplici” di 300 rosai.

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