Ca’ Foscari: acque agitate tra rettore e senato accademico

Carraro domani affronterà il consiglio che dirige l’università dopo le dimissioni del prorettore

VENEZIA. Grande attesa per l’inconto tra il rettore Carlo Carraro e il Senato Accademico in programma per domani. Non si sono infatti ancora spente le luci sul caso Vladimir Medinsky. La notizia è esplosa tanto da diventare un caso diplomatico e politico con la conseguenza che la docente Silvia Burini si è dimessa dall’incarico di pro rettore. La scelta del nome Medinsky risale però a più di un mese fa, quando la Burini lo propose all’interno del Dipartimento di Filosofia. Successivamente venne poi confermato ufficialmente all’unanimità dal Senato accademico. Come mai se il nome era tanto discusso è stato approvato più volte senza che nessuno se ne accorgesse?

È proprio per chiarire ogni passaggio ed evitare «che il dibattito avvenga solo attarverso petizioni e messaggi via mail» che il rettore Carlo Carraro ha convocato per domani il Senato Accademico, composto da 21 membri (http://www.unive.it/nqcontent.cfm?a_id=75). Due sono i passaggi cruciali dell’incontro di domani: il primo è fare chiarezza su come sia avvenuta la nomina nel Dipartimento di filosofia, il secondo è ascoltare cosa dirà Carraro dopo che l’ambasciatore italiano in Russai Cesare Maria Ragaglini ha negato di essere a conoscenza dell’iniziativa dell’ateneo e di aver mai fatto qualsiasi pressione affinché la consegna del riconoscimento avvenisse.

Sulla prima nomina non ci sono mai state delle dichiarazioni ufficiali provenienti dal Dipartimento di Filosofia che si divide tra chi sostiene che il 4 marzo tutti i 49 docenti erano presenti e chi, invece, come Paolo Puppa, afferma e ribadisce di non essere stato presente alla seconda parte dell’incontro: «Si parla di incontro telematico – ha detto il docente di Storia del Teatro – ma lo definirei fantasmatico. Intanto eravamo fisicamente presenti, ma io me ne sono dovuto andare via per fare lezione e non sono il solo. Mi meraviglio di chi sostiene che eravamo tutti e 49 presenti come risulta nel verbale. Io no, lo ripeto». Domani verrà chiarito questo punto, chi c’era e chi non c’era.

«È grave se in un verbale vengono segnati tutti i presenti quando invece molti sono usciti – ha detto la rappresentante degli studenti Ilaria Gervasoni – perché è un atto pubblico. Già c’è stato un errore a scrivere che era avvenuto in maniera telematica, adesso bisogna chiarire se c’era il numero di docenti sufficienti alla nomina».

La Gervasoni, membro del Senato Accademico e presidente dell’Assemblea dei Rappresentanti degli Studenti, aveva già inviato una lettera spiegando i motivi del voto a favore di Medinsky, adducendo come una delle cause la fretta della votazione avvenuta alla fine di un Senato teso e la fiducia che il Dipartimento avesse valutato prima con serietà la nomina. «Domani – ha detto – mi aspetto che il rettore spieghi la bugia che è venuta fuori chiamando in causa l’ambasciata dato che rappresenta il volto pubblico dell’Università e che ognuno si prenda le proprie responsabilità. Chiederemo infine che ci sia un’apposita commissione in futuro che valuti con attenzione a chi conferire questo prestigioso riconoscimento».

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