«Così ho salvato bambini e insegnanti»

Chioggia. La testimonianza dell’autista della corriera distrutta dal fuoco: «Non potevo fermarmi in Romea. Era pericoloso»

CHIOGGIA. «Ho dovuto decidere in pochi secondi: fermarmi sulla Romea o proseguire fino alla scuola. Ho deciso per la seconda, ed è andato tutto bene». Maurizio Zaia è il conducente dell'autobus che, giovedì sera, ha preso improvvisamente fuoco mentre trasportava una scolaresca delle medie, di ritorno da una gita scolastica. A vedere i rottami della corriera, ridotta a uno scheletro annerito, pare impossibile che nessuno si sia fatto male. E, invece, è stato proprio così: ragazzini e insegnanti sani e salvi, senza ferite, ustioni, né intossicazioni da fumo. E, per di più, con zaini e bagagli recuperati. Tutto bene, tranne che per il bus, ovviamente.

Merito di Maurizio Zaia che ha saputo prendere le decisioni giuste nei momenti cruciali, ma che non vuol saperne di sentirsi chiamare «eroe». «Ho fatto solo il mio lavoro» dice. Giovedì, quei 27 ragazzini accompagnati da due insegnanti, della scuola media di Sant'Anna erano andati in gita scolastica a Ravenna. Partenza al mattino e ritorno verso sera. Tutto si era svolto per il meglio, senza inciampi e senza che nessuno (incubo di tutte le gite scolastiche) si perdesse nella città “straniera”. Verso le 18.30 corriera si trovava all'altezza di Bosco Nordio, a pochissimi minuti e chilometri dalla scuola di Sant'Anna, dove i genitori attendevano, quando, nella parte posteriore dell'autobus, si è cominciato ad avvertire odore di bruciato. «Un ragazzo è venuto davanti» racconta Zaia «dove, accanto al mio posto di guida, c'erano gli insegnanti, e ha avvertito. Il professore è andato a controllare, ma non si vedeva nulla: né fumo, né fiamme». E' stato a quel punto che Zaia ha dovuto decidere cosa fare, capire quanto quell'odore fosse sintomo di un pericolo. «Se mi fossi fermato sulla Romea per far scendere i ragazzi» spiega Zaia «col traffico che c'è poteva succedere di tutto, così ho deciso di proseguire. Il fumo l'abbiamo visto quando avevamo già lasciato la Romea ed eravamo a poche centinaia di metri dalla scuola. Allora ho fermato l'autobus, ho aperto le porte e ho detto a tutti di scendere e allontanarsi». Una evacuazione nel massimo ordine, senza panico o spavento. Zaia aveva anche tentato di aprire il portellone dei bagagli col pulsante automatico, ma non aveva funzionato. Così, assieme ad un vigile del fuoco che, tra l'altro, non era neppure in servizio, ma aveva visto il fumo e si era fermato a dare una mano, ha aperto manualmente il portellone e ha tirato fuori gli zaini, dandoli ai ragazzi. Nel frattempo le fiamme avevano cominciato a farsi vedere. Zaia e il pompiere hanno scaricato l'estintore in dotazione sul motore. Senza successo. Hanno chiamato i vigili del fuoco, ma quelli di Chioggia erano impegnati in un altro intervento e hanno dovuto aspettare i pompieri di Adria e Cavarzere. Ma, intanto, il bus era diventato un rogo impossibile da spegnere. Le cause? «non ne ho idea» . L'autobus era stato revisionato pochi giorni fa».

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