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Clienti ingannati con titoli falsi Avvocato pignora 100 mila euro

Jesolo. La banca è stata costretta a rimborsare i correntisti vittime di un funzionario poi denunciato É stato il legale a ottenere il provvedimento vincendo così la battaglia contro l’istituto di credito

di Giovanni Cagnassi
2 minuti di lettura

JESOLO. Clienti pignorano la banca, con avvocato e ufficiale giudiziario varcano la soglia dello sportello e si riprendono il maltolto. Quasi centomila euro perduti dopo che un funzionario li aveva ingannati con titoli falsi. L’avvocato Luca Pavanetto, accompagnato da un ufficiale giudiziario della Corte d'appello di Venezia, si è recato nella filiale di Piazza Drago di Banca Popolare Friuladria per pignorare le somme spettanti ai suoi assistiti.

Nel 2011 alcuni clienti della banca avevano sottoscritto con la filiale jesolana di Banca Friuladria alcuni certificati di deposito. I correntisti vennero a sapere che la banca non aveva rimborsato i certificati di deposito di altri correntisti. Chiesero spiegazioni, ma la banca si rifiutava anche di dar loro il rimborso. La giustificazione era che i titoli non fossero regolari e che la responsabilità dell'emissione era da ricondurre esclusivamente all'operato di uno dei funzionario che aveva agito da solo. L'avvocato Pavanetto, su incarico dei propri clienti, ha ottenuto l'emissione di un decreto ingiuntivo, che ha ordinato a Friuladria di pagare immediatamente la somma investita nei certificati di deposito.

Secondo il legale, i certificati erano stati regolarmente emessi dalla Banca, che, pertanto, non poteva sottrarsi al rimborso. Nelle settimane scorso, è stata data esecuzione al decreto ingiuntivo ottenuto, notificando alla banca un atto di precetto, cui l'Istituto si è opposto. Il Tribunale di Venezia, sezione distaccata di San Donà, ha ritenuto l'opposizione inammissibile. I correntisti hanno notificato quindi un atto di precetto in rinnovazione, che la Banca nuovamente ha rigettato opponendosi. «Ottenuta nuovamente la conferma della provvisoria esecutività del decreto opposto», spiega l’avvocato Pavanetto, «atteso che l’istituto di credito rifiutava di corrispondere ai clienti le somme ingiunte, abbiamo proceduto con il pignoramento a mezzo ufficiale giudiziario, recandoci personalmente presso la fililale di piazza Drago di Friuladria, dando esecuzione al titolo e ottenendo la consegna di un assegno circolare corrispondente all'importo ingiunto».

Il Tribunale di Venezia ha respinto anche un'ulteriore opposizione a precetto di Friuladria, condannando l'Istituto di credito a pagare anche le spese legali sostenute dai correntisti. «Abbiamo superato ogni sorta di opposizione ma, alla fine», conclude il legale, che è anche referente per l'Adusbef, «i miei clienti otterranno la restituzione di quanto gli spetta e sono pronti a proseguire la loro battaglia in ogni sede. Nella maggior parte dei casi, sono le banche a fare la voce grossa contro la parte che spesso è contrattualmente ed economicamente più debole. Questa volta è stato il contrario. E' ora di ristabilire una par condicio, in base alla quale tutti, sia banche che utenti, devono avere gli stessi diritti ed obblighi». I clienti sono una trentina, molti dei quali amici stretti del funzionario, residente nel Basso Piave, che era stato allontanato e denunciato, con richiesta dei danni da parte della banca.

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