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Sciopero, cancellati metà treni

Oltre l’80 per cento di adesione tra il personale alla protesta in Veneto

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Oltre l’80 per cento di adesione, secondo le prime stime. È stata molto alta la partecipazione del personale di Trenitalia, macchinisti in primis, allo sciopero di 24 ore indetto dal sindacato Orsa. L’agitazione, che si è conclusa nella serata di ieri, interessava solo il personale del trasporto regionale del Veneto.

E di fatto a circolare regolarmente sono stati solamente i treni a lunga percorrenza e quelli interregionali gestisti dal personale del Friuli o dell’Emilia-Romagna, mentre molti convogli in carico ai ferrovieri veneti sono stati soppressi. Sulle linee da Venezia per Trieste e Udine più di metà i treni cancellati. È stato proprio il compartimento di Venezia a far registrare l’adesione più elevata, ma il sindacato fa sapere che in molti hanno scioperato anche a Padova e Belluno.

«Di fronte all’impossibilità di trovare un accordo con Trenitalia i lavoratori hanno risposto in modo massiccio», dice Alessandro Trevisan, segretario nazionale dell’Orsa, «a Trenitalia ribadiamo quanto già chiesto prima dello sciopero, ovvero di sederci attorno a un tavolo e di ragionare per migliorare i turni del personale». L’Orsa contesta il sistema di gestione dei turni del personale, macchinisti e capitreno, che «crea condizioni lavorative sempre più estenuanti, unita ad una logistica insufficiente, con ricadute dirette sulla funzionalità stessa del servizio», spiegano dalla segreteria compartimentale di Venezia. Il sindacato interviene anche sull’annuncio della Regione di voler mettere a gara il servizio nel 2015. «Le gare, in questo contesto, non risolvono né i problemi dell’utenza né dei lavoratori», avvertono dalla segreteria di Venezia, «occorre creare e sostenere una strategia finalizzata a richiedere al governo un’adeguata disponibilità economica per il trasporto pubblico locale veneto».

Giovanni Monforte

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