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Orchestrali e pendolari scrivono a Trenitalia

Musicisti della Fenice e lavoratori chiedono di spostare il treno delle 22,41 per Trieste

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Una lettera a Trenitalia e al presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. La protesta dei pendolari, alle prese con il nuovo orario ferroviario cadenzato, non si placa nonostante le promesse di correttivi. Ventisei lavoratori del centro storico, tra cui molti orchestrali della Fenice, si sono affidati all’associazione Consumatori del Veneto di via Dante a Mestre. Chi lavora a Venezia e deve rientrare, la sera tardi, nei paesi della prima e seconda cintura, utilizzando la tratta Venezia- Trieste, chiede a Trenitalia e Regione di assicurare treni a tarda ora. Ed è partita anche una raccolta di firme in calce ad una petizione che coinvolge camerieri, lavoratori, pensionati e studenti oltre agli orchestrali della Fenice e pure quei cittadini che vogliono assistere ai concerti nel teatro veneziano.

«I nostri assistiti richiedono che il treno attualmente in vigore con partenza da Venezia-Santa Lucia alle ore 22.41 venga posticipato di mezz’ora, con previsione di fermata in tutte le stazioni locali, al fine di consentire ai cittadini ed utenti di rientrare presso la propria abitazione», spiega l’avvocato Laura De Perini che segue questa vertenza assieme alla collega Anna Cergna per conto dell’Associazione consumatori del Veneto. «Si evidenzia che i giorni festivi la tratta Venezia–Trieste risulta del tutto priva di un adeguato servizio per l’utenza e per la necessità degli abbonati», continuano a spiegare le due avvocatesse nella lettera inviata per conto di 26 pendolari, molti diretti a Quarto d’Altino. Non è il primo reclamo inviato a Trenitalia dall’associazione. Nei giorni scorsi si era mobilitata per i pendolari che lavorano in centro storico e chiedono il ripristino del treno della tratta Venezia-Trieste con partenza alle 00,21 da Santa Lucia. Un treno che l’assessore Chisso ha più volte ribadito sarà riattivato. Ora si presenta una richiesta di modifica di orario e fermate per il treno delle 22.41 che parte troppo presto e costringe molti, tra orchestrali e lavoratori abbonati, a ricorrere a taxi e auto private, con aggravi di costi.

«Il nuovo orario cadenzato ha penalizzato gravemente i lavoratori che devono recarsi a Venezia per ragioni lavorative e rientrare la sera tardi», dicono le avvocatesse mestrine, «Una situazione che risulta del tutto inaccettabile e palesemente in contrasto con i diritti fondamentali del cittadino-utente, che, benchè in possesso del detto abbonamento, è limitato negli spostamenti e subisce un evidente ed ingiustificato aggravio di spesa e di disagi». (m.ch.)

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