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Orario cadenzato, ecco i primi disagi

Ieri debutto soft ma già qualche problema. Meno corse nei festivi e il sindaco di Quarto d’Altino è costretta a usare l’auto

di Giovanni Monforte
2 minuti di lettura

Oggi è il giorno della verità per il nuovo orario ferroviario cadenzato del Veneto, che ieri ha debuttato sui binari della nostra regione. Con il ritorno al lavoro dei pendolari, infatti, anche il nuovo sistema, voluto dalla Regione, andrà pienamente a regime, con le 800 corse previste al giorno contro le 600 quotidiane del vecchio orario. Anche se Trenitalia e Regione invitano ad attendere almeno due settimane prime di stilare un bilancio, è chiaro che tutti gli occhi sono puntati su oggi, per capire l’impatto del nuovo sistema sulla vita delle migliaia di pendolari.

Ieri l’esordio è avvenuto secondo copione. Debutto soft sul fronte ritardi, con qualche problema segnalato al mattino per un paio di treni sulla Verona-Venezia (circa mezz’ora di ritardo per il Regionale 20859) e per un convoglio sulla Trieste-Udine-Venezia. Ma nel complesso non sono state segnalate particolari criticità.

Secondo copione, però, hanno trovato anche conferma tutti i motivi di protesta che hanno animato in queste settimane i pendolari, in particolare i turnisti. A iniziare dal problema del numero ridotto di corse nei giorni festivi e negli orari mattutini e serali. A farne le spese è stata anche il primo cittadino di Quarto d’Altino, Silvia Conte, proprio uno dei sindaci più attivi nella battaglia al fianco dei pendolari. Delegata all’assemblea nazionale del Partito Democratico, ieri mattina Conte ha preso di buon’ora la Frecciabianca in partenza da Mestre per Milano alle 7,02. Peccato che nei giorni festivi il primo treno da Quarto d’Altino consenta di arrivare a Mestre solo alle 7,08. Risultato: al sindaco è toccato prendere la macchina per arrivare a Mestre, con maggiori costi tra benzina e parcheggio. Proprio come aveva paventato nei giorni scorsi Legambiente Veneto Orientale.

Come è accaduto al sindaco Conte, anche diversi pendolari turnisti hanno lamentato il fatto di dover raggiungere in auto il proprio posto di lavoro, con un inevitabile aumento dei costi dovuto al tragitto in auto, ma soprattutto all’abbonamento per i parcheggi in città. Contro il sindaco di Quarto, però, si schiera il consigliere provinciale della Lega Nord, Roberto Dal Cin, che rilancia le dichiarazioni dell’ingegner Domenico Menna, il super consulente della Regione che aveva bollato come irrealizzabili le proposte formulate dai sindaci per il miglioramento degli orari sulla Portogruaro-Venezia: «L’ingegner Menna dice che le proposte del sindaco Conte sono irrealizzabili. Come per altre situazioni ben note, Conte sta strumentalizzando anche i pendolari, usandoli solo per attaccare la Regione, non per risolvere il vero problema».

Tornando alle rimostranze dei pendolari, il vecchio orario è andato in archivio con la pacifica protesta di un gruppo di utenti che sabato sera si è radunato alla stazione di Venezia Santa Lucia per un ultimo viaggio sul Regionale delle 23,56 per Udine, da ieri anticipato alle 23,04 nonostante la raccolta di firme promessa dagli stessi pendolari. Intanto, alcuni utenti lamentano alla stazione di Mestre la mancanza di un’adeguata segnaletica per indirizzare i viaggiatori verso il nuovo binario “Giardino”.

Da annotare, infine, due iniziative in cantiere per i prossimi giorni: il Comitato pendolari del Veneto Orientale sta organizzando un volantinaggio per venerdì mattina, mentre mercoledì alle 20,30 esponenti politici del Pd, pendolari e ambientalisti si sono dati appuntamento a Meolo per una prima assemblea pubblica di verifica.

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