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Rialto, nuovo incidente. Vaporetto contro gondola, nessun ferito

L’imbarcazione era ormeggiata, il ferro da prua finito in acqua. Uno studio di Alilaguna sui passaggi in Canal Grande: 2771 barche, 900 sono taxi

di Alberto Vitucci
3 minuti di lettura

VENEZIA. Un incidente che può succedere, senza feriti né conseguenze gravi. Ma nei giorni dell'attenzione mediatica sul riordino del traffico, dopo gli scioperi di tassisti e trasportatori, fa più notizia del solito. Una gondola è stata investita ieri pomeriggio poco prima delle 16 mentre era ormeggiata sulla riva del palazzo dei Camerlenghi, sotto il ponte di Rialto. L'urto, piuttosto violento, ha tranciato di netto la prua dell'imbarcazione, e il ferro è finito in acqua. Un vaporetto Actv che passava molto vicino alla riva ha provocato la cosiddetta restìa, cioè uno spostamento d'acqua improvviso amplificato dalla bassa marea. Il giovane sostituto che stava ormeggiando la gondola non è riuscito a evitare l'urto. Danni ingenti, ma per fortuna nessuna conseguenza alle persone, che erano appena sbarcate al termine del giro turistico. «Vi prego, non fate allarmismi», allarga le braccia il titolare della licenza Piero Besana. «Non è successo niente...» Ma nei giorni delle polemiche è quasi inevitabile che la notizia rimbalzi in città.

Pomeriggio di sabato, con i taxi e le barche da trasporto che hanno ripreso a correre dopo il fermo di tre giorni. Un ritorno del turismo nel week end, vaporetti che si incrociano sotto il ponte di Rialto. Siamo a tre mesi esatti dal tragico incidente che costò la vita al turista tedesco, pochi metri più in là e dall’altro lato del ponte. Un incidente di poco conto, che però riapre il discorso sulla sicurezza. Ieri, primo pomeriggio, tra l’altro le barche da trasporto erano pochissime, circolavano in maggioranza vaporetti e gondole.

Dunque? Nelle ultime ordinanze dei 26 punti gli stazi delle gondole non sono stati toccati. Unico obbligo, quello di non girare a sinistra uscendo dal rio del Fontego dei Tedeschi (proprio di fronte al luogo dell’incidente di ieri) e a destra uscendo dal rio della Banca d’Italia.

«Ma quelle postazioni andranno rimosse, lo avevamo già deciso», dice l’assessore alla Mobilità Ugo Bergamo, «così come il pontile della Corte dei Conti. Le gondole si sposteranno in Erberia, dove il Canale è più largo».

L’assessore intanto traccia un bilancio soddisfacente della conclusione delle vertenze con tassisti e trasportatori. «Alla fine l’obiettivo comune è stato raggiunto», dice, «avevo sempre detto che si poteva discutere su come applicare le ordinanze e come migliorarle. Abbiamo accolto alcune giuste esigenze dei trasportatori, prorogando di mezz’ora lo scarico alla Cerva. Attrezzando nuovi pontili e ideando il senso unico sotto il ponte di Rialto invece del blocco dalle 11.30 alle 14.30. Così abbiamo ridotto comunque del 40 per cento il traffico in quel punto caotico, eliminando gli attraversamenti pericolosi».

E adesso? «Procederemo con gli altri punti», continua l’assessore, «a cominciare dai test antidroga e antialcol che saranno resi obbligatori anche con una modifica alla legge regionale oltre che con i protocolli già in vigore con le Asl. Procederemo anche all’istallazione del Gps, mentre entro aprile saranno raddoppiati i pontili Actv nell’area di Rialto». Il sindaco Giorgio Orsoni ribadisce che deve essere l’amministrazione a doversi assumere la responsabilità della gestione del traffico. «Abbiamo accolto i suggerimenti per migliorare le ordinanze», dice, «ma tutti hanno capito che i provvedimenti non potevano essere ritirati».

Il grande lavoro adesso riguarderà il Piano del Traffico. Cioè un riordino del traffico acqueo ormai reso obbligatorio dalle mutate condizioni e dall’aumento dei mezzi circolanti. «I fondi per il Piano saranno messi in bilancio», dice Bergamo, «e quello sarà un importante banco di prova. Ci sarà una commissione tecnica permanente composta dai rappresentanti delle categorie interessate e del mondo economico». La prossima settimana uscirà anche il bando per la gestione del centro di Interscambio merci. Era una delle richieste dei trasportatori, da anni rimasta nel cassetto. Un riordino «di sistema» necessario per razionalizzare il lavoro degli operatori e ridurre alla fine il numero delle barche circolanti, con i nuovi depositi al Tronchetto.

Intanto una rilevazione del traffico in Canal Grande aggiornata è stata realizzata da Alilaguna, la società pubblico privata che cura i collegamenti con l’aeroporto. utilizzando i dati della telecamere sull’hotel Carlton sono stati monitorati i passaggi di tutte le imbarcazioni alla ferrovia dalle 7 del mattino alle 19. 2771 i passaggi registrati (500 più dell’ultimo studio del Coses), di cui la maggioranza sono taxi (900 barche, pari al 32 per cento, il 40 se si aggiungono le lance di rappresentanza e di altri enti), seguite dalle barche da trasporto (856, 30 per cento) e da Actv (474 vaporetti, di cui 150 di linea 2, 140 di linea 1, il 17 per cento). Solo 15 le gondole. Il traffico delle imbarcazioni private (153) rappresenta solo il 5 per cento del totale. I Gran Turismo sono 24, i mezzi di Veritas 40, i mezzi di Alilaguna solo 3, perché il servizio è più concentrato a Rialto, prossimo obiettivo dello studio.

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