Calatrava, processo rinviato al 2014. L’archistar cambia casa e la notifica arriva tardi

L’architetto cambia da New York a Zuruigo. La Procura: 3,8 milioni di danni per uno «stupefacente insieme di errori»

VENEZIA. Doveva essere costruito in 456 giorni e lo fu in 2052, doveva costare 6,7 milioni (da progetto esecutivo) e ne costò 11,6, 3,88 dei quali - secondo la Procura contabile - un puro danno erariale per le casse del Comune. Le vicissitudini del Ponte della Costutuzione approdano nell’aula della Corte dei Conti, che dovrà decidere se danno c’è stato e, se sì, chi dovrà pagarlo: ma se lunghissima è stata la realizzazione dell’opera, complessa l’inchiesta, lungo si prospetta anche il giudizio di merito.

È, infatti, iniziato ieri ed è stato subito rinviato di un anno - prossima udienza il 13 novembre 2014 - il processo per il contestato danno erariale legato (per l’accusa) a errori progettuali nella realizzazione del Ponte della Costutizione e a una gara d’appalto bandita per la realizzazione di una strada, quando si trattava di realizzare un prototipo in acciaio come mai visti prima. Chiamati a difendersi, su tutti l’architettoSantiago Calatrava e, con lui, tre dirigenti pubblici che si susseguirono i lavori: Roberto Scibilia, Salvatore Veneto e Roberto Casarin, che portò l’opera al taglio del nastro.

L’architetto Calatrava ha cambiato casa: in febbraio abitava al 713 di Park Avenue a New York dove aveva ricevuto le prime comunicazioni sul procedimento a suo carico, poi ha trasferito la residenza a Zurigo, dove ha il suo studio. Così il personale di servizio americano ha respinto la citazione. Quando finalmente la notifica è andata a buon fine, si era ormai a ridosso dell’udienza: gli avvocati romani Piselli e D’Alberti hanno così avuto gioco facile, ieri, nell’ottenere dalla Corte il riconoscimento dei 150 giorni che per legge devono passare tra notifica e udienza. Di più, la difesa ha impugnato davanti alla Cassazione lo stesso atto di citazione, sostenendo che Calatrava fosse stato un semplice consulente artistico, senza funzioni di direzione lavori e quindi non imputabile. Tesi alla quale il procuratore Carmine Scarano oppone la determina dirigenziale del febbraio 2003 con la quale si conferiva a Calatrava l’incarico di consulente alla direzione dei lavori, compensato con 91.800 euro. Del 2009, una missiva dello Statudio legale Cmm con la quale si chiede al Comune «ulteriori 9 mila euro a titolo di collaborazione professionale e 327.417 euro per servizi architettonici ed ingegneristici richiesti». Per il procuratore Scarano - affiancato dal procuratore aggiunto Giancarlodi Maio - Calatrava è, anzi, «la figura predominante, ha influito pesantemente sulle scelte operate dall’amministrazione e laddove è risultato carente in fase progettuale, nulla ha fatto in veste di consulente della direzione lavori per ovviare a tali carenze, determinando a cascata ritardi e aumenti dei costi, nonché spese presenti e future di manutenzione». Dito puntato sulla struttura “mobile” del ponte, che dev’essere portato in riassetto ogni anno e monitoraggi costante, ricordando poi le continue sostituzioni di gradini che vanno in pezzi: 13 quelli sostituiti solo quest’estate, 8 quelli tra 2008 e 2012. «Un quadro caratterizzato da macroscopica approssimazione», accusa Scarano, «e diffusa incapacità sfociate in un imbarazzante, quanto stupefacente, insieme di errori riscontrabili tanto nelle fasi della procettazione ed esecuzione, quanto nella determinazione del bando di gara». Tant’è per dare termini alla difesa e tempo alla Cassazione di decidere, la Corte (presidente Buscemi) ha rinviato il processo di un intero anno. Agli atti, per gli altri ”imputati” le memorie degli avvocatiDomenichelli e Biagini che respingono le accuse, riportando le difficoltà alla realizzazione di un’opera d’arte e, in subordine, a responsabilità del progettista.

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