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Corso anti-sessismo della Provincia nelle scuole: scoppia la polemica

Organizzato per i docenti di elementari e materne: secondo l’associazione Famiglie Numerose è dannoso per i bimbi

di Carlo Mion
1 minuto di lettura

VENEZIA. La Provincia organizza al Gritti un corso per insegnanti su “la promozione di una cultura oltre agli stereotipi di genere”, relativi ai messaggi pubblicitari e all’uso che questi fanno degli stereotipi maschili e femminili. Ma questo corso suscita l’immediata reazione degli aderenti all’associazione Famiglie numerose, i quali gridano allo scandalo. Questo perché, secondo loro «nel corso promosso dalla Provincia di Venezia gli insegnanti saranno formati per esaminare le tendenze dei bambini fin dalle scuole materne e verificare a quale “genere” appartengono (maschio, femmina, gay, ecc). La chiamano teoria del Gender. Un modo per avviarsi alla distruzione della famiglia, e di conseguenza della società in cui viviamo».

E quindi inviano un lettera di protesta alla presidente Francesca Zaccariotto. Al loro fianco si schiera anche il parroco di San Giovanni Evangelista che domenica ha distribuito il foglietto parrocchiale con allegata proprio la lettera inviata alla Zaccariotto. Peccato che il corso di formazione organizzato dalla commissione Pari opportunità della Provincia e promosso dalla Commissione europea e dal nostro Governo con l’orientamento sessuale dei bambini non c’entra nulla.

«Basta andare sul sito della Commissione per capire di cosa si tratta», spiega Maria Elena Tomat presidente della commissione Pari opportunità. «In accordo con l’Ufficio scolastico cerchiamo di stimolare nei ragazzi, attraverso la formazione degli insegnanti, il senso critico dei ragazzi verso i messaggi pubblicitari che impiegano stereotipi di genere: all’immagine della donna viene accostata quella della valletta scosciata e muta, mentre a quella del maschio l’uomo elegante e intelligente. Per fare un esempio. Cerchiamo di far capire che anche le donne fanno lavori importanti».

«Il progetto è stato sviluppato nell’arco di due anni scolastici a partire dal 2011, con un buon riscontro e seguito. Far discutere sull’uso del corpo sia maschile sia femminile nella pubblicità, ha fatto riflettere gli alunni delle nostre scuole su questo tema che ha un enorme impatto e diffusione, proprio perché abbinato a finalità commerciali», sottolinea dal canto suo il presidente della Provincia Francesca Zaccariotto. «Il tema della pubblicità, dell’immagine della donna, ma oggi anche dell’uomo, può costituire un ambito di riflessione utile e interessante. Soprattutto se confrontato con la pluralità di ruoli che oggi sia gli uomini che le donne sono chiamati a svolgere nelle nostre comunità, dalla famiglia, al lavoro, all’impegno associazionistico o politico. Il lavoro della commissione provinciale dal prossimo anno scolastico coinvolgerà anche le scuole superiori con un progetto che mira a far inventare, anche graficamente, un messaggio sull’orientamento scolastico e le scelte di formazione superiore e di carriera scolastica per promuoverle in modo paritario fra le ragazze e i ragazzi».

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