Ultras del Venezia condannato per rissa

Episodio del 2005 a Lecco: la Corte d’Appello di Milano ha assolto altri due tifosi veneziani

VENEZIA. Nuove storie di risse allo stadio, protagonisti tifosi veneziani, in arrivo dalla Corte d’Appello di Milano, che ha confermato la condanna a 3 anni e 2 mesi di reclusione per il veneziano Mirko Scarpa, assolvendo invece i due coimputati, Alessio Terrin (veneziano, 33 anni) e Fabiano Bullo (39 anni, di Campolongo). Mentre in questi giorni sta proseguendo l’inchiesta della Procura sui 19 ultras del Venezia Calcio - affiliati al “Gate 22” legato ai centri sociali e a “Vecchi Ultrà” con simpatie neonaziste, tra spranghe e tirapugni sequestrati - accusati di rissa aggravata, porto abusivo d’armi, lesioni e (per 2) tentato omicidio per essersi ripetutamente scontrati tra loro, torna così di attualità una violenta rissa del 2005, quella volta in quel di Lecco. A novembre di quell’anno, prima e durante la partita - poi vinta dal Venezia per 2 a 1 - c’era stato un prolungato, violentissimo scontro tra le due tifoserie, con oltre 200 persone coinvolte con una decina di poliziotti finiti al pronto soccorso, uno con il braccio rotto. Allora, erano finiti sotto inchiesta 5 tifosi veneziani, 6 dei quali sottoposti a misura cautelare con due arrestati, per resistenza aggravata, lesioni aggravate, tentato furto, danneggiamento e scavalcamento. In primo grado, erano stati assolti in 22 e tre condannati. Ieri, la Corte d’Appello ha confermato la condanna per il solo Scarpa, assolvendo Bullo e Terrin grazie anche al riconoscimento delle attenuanti generiche che hanno permesso l’estinzione per prescrizione di alcuni reati contestati. «Tutta la vicenda lascia molto perplessa la difesa», commenta l’avvocato Giovanni Adami, che con i colleghi Doglioni, Guerriero e Gaafar ha difeso gli ultras, e ora annuncia ricorso in Cassazione per impugnare l’ultima condanna, pur rientrando nell’indulto, «nulla avevamo potuto fare a suo tempo contro i 24 Daspo (divieto di frequentare stadi e impianti sportivi, con obbligo di firma, ndr) e le misure cautelari dispensate in abbondanza a fronte di elementi di prova evidentemente valutati in fretta ed approssimativamente, come ha dimostrato il più approfondito vaglio dell’autorità giudiziaria di Lecco prima e di Milano poi». Intanto si attendono gli sviluppi dell’inchiesta dei pm Ignazzitto e Franceschetti, che ha portato la giudice Paccagnella a firmare otto provvedimenti di obbligo di dimora e undici di obbligo di presentazione due volte alla settimana per i 4 esponenti di destra dei Vecchi Ultras e quindici di sinistra del Gate 22. (r.d.r.)

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