L'INTERVENTO / Lo sfogo di Orsoni: "Grandi navi, espropriato da Roma"

Il primo cittadino: "Ormai è una litania: tutti mi chiedono perché il Comune non interviene. L’alternativa è Marghera, il Porto non può condizionare lo sviluppo della città"

GIORGIO ORSONI. Mi vedo costretto ad intervenire nuovamente sulla questione delle "grandi navi ". È una litania continua: ovunque io vada, tutti mi chiedono perché il Comune di Venezia continui a farle passare davanti a San Marco. Alle mie spiegazioni tecnico-giuridiche, sulla impotenza del sindaco a fronte dei poteri ministeriali, percepisco nell'interlocutore un misto di incredulità e di commiserazione, non essendo comprensibile ai più l'esproprio da parte dello Stato della zona più importante del territorio comunale: del suo stesso cuore. Ne è dimostrazione anche l'intervento di un noto uomo di spettacolo.

Ho la netta convinzione che ormai la soluzione del problema non sia più differibile e, soprattutto, non sia più affrontabile in termini strettamente burocratici. La risposta data dal Ministro delle Infrastrutture ad una recente interrogazione parlamentare ne è la dimostrazione. Infatti, a fronte dell'innegabile solerzia personale del Ministro Lupi, l'apparato ministeriale rivendica con una non celata protervia competenze sulla gestione del territorio che certamente non gli competono. In particolare l'Autorità portuale che pretende di subordinare al suo consenso l'impostazione generale del piano di sviluppo della Città. In questa impostazione la soluzione al problema delle "grandi navi", non solo deve essere subordinato ai piani di sviluppo del Porto (probabilmente sbagliati se ci si trova in questa situazione), ma non appare così urgente, come è percepito dalla gente comune.

In questa impostazione si possono attendere tre o forse più anni necessari per studiare e realizzare un nuovo canale in mezzo alla laguna, la cui utilità nel lungo periodo è tutta da dimostrare.

Mentre sale la preoccupazione per ciò che potrebbe accadere, come dimostra il recente episodio di un passaggio percepito come anomalo e giustamente stigmatizzato dall'opinione pubblica.

È per questo che appare oggi più che mai indifferibile escludere dal bacino di San Marco il transito delle “grandi navi” senza attendere la realizzazione di nuove mastodontiche opere. La soluzione, almeno in via provvisoria esiste, usando strutture e canali esistenti, anche se ciò può comportare maggiori difficoltà di gestione del traffico da parte degli enti competenti. Ma il gioco vale la candela.

La soluzione immediata è soltanto quella di Porto Marghera. Le altre richiedono tutte tempi lunghi, incompatibili con la stessa credibilità di chi è delegato a gestire il Porto.

L'Amministrazione comunale è su questa linea da molto tempo e non può che apprezzare la sensibilità dimostrata da chi proveniente dal mondo dello spettacolo interpreta il sentire della gente nel modo più diretto e spontaneo.

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