L’azienda salvata dai dipendenti

L’emblematica storia della Domus che fornisce articoli per alberghi e ristoranti

Oramai la parola crisi è all’ordine del giorno, ma la soluzione talvolta è a portata di mano. È quello che ha fatto un terzetto di ragazzi con l’azienda Domus che sta a Venezia dal dopoguerra. È in una piccola calle di campo Manin: calle del Vida o delle locande. La sua specializzazione è la fornitura di articoli per alberghi e ristoranti: dai coltelli ai grembiali da cuoco alle divise da maitre, tegami, piatti, posate. Un giorno il vecchio proprietario, nonostante l’azienda andasse bene, comunica ai dipendenti che è stanco e ormai desideroso di andare in pensione, dopo molti anni di lavoro.

E così Elia Robelli, Dania Scandi e Luca Bianchi che erano dipendenti dell’azienda, si trovano davanti all’alternativa: andare in mezzo a una strada o rilevare con sacrifici l’azienda? E propongono al proprietario di acquistare e continuare nella tradizione. Il vecchio proprietario premia l’intraprendenza dei “suoi”. Così il 15 dicembre 2012 da dipendenti diventano ufficialmente imprenditori. «Abbiamo investito per darci un futuro. Non è stata una decisione facile» racconta Luca Bianchi. Con loro anche Dania, che regala il suo tocco di femminilità nello stile e nell’innovazione dell’immagine. Ma l’idea vincente rispetto al passato è stata quella di non rimanere solo un ingrosso, ma di accontentare anche il commercio al minuto offrendo articoli che spesso non si trovano nei negozi di casalinghi o nei grandi outlet dedicati. «Anche se abbiamo adottato questa linea, è importante sottolineare che i nostri grandi consumatori non pensino che i prezzi siano aumentati» spiega Luca «Sono sempre gli stessi con il medesimo trattamento. Un catalogo con le relative scontistiche. È come quando si va in ferramenta, se sei un grande cliente è logico che vengano applicati gli sconti. Ciò non toglie che un coltello, come una scatola di chiodi li possa comprare chiunque, ovviamente con un prezzo diverso se al dettaglio, ma comunque sempre concorrenziale».

Un esempio di come ci sia ancora la voglia di andare avanti. Nel nostro paese e a Venezia le realtà d’eccellenza sono tantissime. L’esempio di questi giovani ragazzi dà una speranza a chi forse non ne vede più.

Paolo Apice

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