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Venezia, cena da 600 euro per due turisti danesi, esercenti furiosi:"Non è vero"

Secondo una notizia rilanciata dalle agenzie, i due clienti avrebbero fatto una denuncia per 80 euro pagati per una frittura. Ministero degli Esteri, consolato di Danimarca, carabinieri:"Non ci risulta"

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VENEZIA. Una cena  in un ristorante-pizzeria nella centrale zona di Santa Maria Formosa, a Venezia, sarebbe costata 600 euro a due turisti danesi che - inviperiti - avrebbero inviato formale segnalazione alla propria ambasciata. Colpa soprattutto di una frittura "maggiorata con scampi" - su offerta del cuoco - il cui prezzo sarebbe così levitato a sorpresa dai 10 euro riportati nel menù a 80 euro. Raggiro o bufala?

La notizia è stata pubblicata da un quotidiano e rilanciata nel mondo dalle agenzie di stampa e ha fatto infuriare gli esercenti veneziani. "E' una bufala, non c'è nessuno scontrino", tuona il direttore dell'Aepe, Ernesto Pancin, "non si può additare un'intera categoria e la città al pubblico ludibrio, per di più di Giovedì Grasso. Ci dovremo tutelare in qualche modo".

La vicenda è diventata comunque un «caso» internazionale, se non altro per le smentite.

"Non so nulla di questa storia", comunica tramite la sua segreteria  l'avvocato Pier Vettor Grimani, console di Danimarca, responsabile per Veneto e Friuli Venezia Giulia. "L'ambasciata d'Italia a Copenhagen ci ha contattato epr escludere ufficialmente di aver mai ricevuto alcuna segnalazione in tal senso" , spiegano all'ufficio stampa del ministero degli Esteri . I due turisti "spennati" - secondo le prime notizie riportate - sarebbero stati due diplomatici e la loro segnalazione sarebbe arrivata ai carabinieri della compagnia di San Zaccaria, che invece escludono di avere denunce in tal senso.

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