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Sfruttamento nei subappalti Fincantieri Ammessi parte civile 6 lavoratori e lo Slai

MARGHERA. Sei lavoratori (sugli otto che avevano presentato richiesta) e il sindacato Slai-Cobas - con l’avvocato Valeriano Drago - sono stati ammessi come parte civile nel procedimento nei confronti...

MARGHERA. Sei lavoratori (sugli otto che avevano presentato richiesta) e il sindacato Slai-Cobas - con l’avvocato Valeriano Drago - sono stati ammessi come parte civile nel procedimento nei confronti di Giuseppe Ruggi e Daniele Cassarino, il primo di Mira, il secondo di Fiesso d'Artico, e i loro due soci bengalesi titolari di due imprese che lavoravano in subappalto all'interno della Fincantieri di Marghera, la «Eurotecnica» e la «Rock». Così ha deciso ieri la giudice per le udienze pr ...

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MARGHERA. Sei lavoratori (sugli otto che avevano presentato richiesta) e il sindacato Slai-Cobas - con l’avvocato Valeriano Drago - sono stati ammessi come parte civile nel procedimento nei confronti di Giuseppe Ruggi e Daniele Cassarino, il primo di Mira, il secondo di Fiesso d'Artico, e i loro due soci bengalesi titolari di due imprese che lavoravano in subappalto all'interno della Fincantieri di Marghera, la «Eurotecnica» e la «Rock». Così ha deciso ieri la giudice per le udienze preliminari, Roberta Marchiori, respingendo una serie di eccezioni della difesa e rinviando l’udienza per decidere sul rinvio a giudizio dei quattro: in ballo, anche la possibile futura richiesta di alcuni degli imputati di andare al rito abbreviato che, in caso di condanna, garantisce uno sconto di un terzo della pena in cambio di un procedimento più celere. Le accuse muovono da un’indagine dei carabinieri veneziani, coordinata - nella fase finale - dal pm Walter Inniazzitto: durante le perquisizioni, gli investigatori avevano trovato numerosi fogli di dimissioni firmate in bianco (senza data) dagli operai, per buona parte del Bangladesh, e bonifici con le cifre reali versate ai dipendenti, paghe tagliate del 30 per cento rispetto a quelle dichiarate. I due soci stranieri nelle due imprese avevano un ruolo preciso: reclutare operai nel loro paese e tenere i rapporti in cantiere con loro, nessuno dei quali parlava italiano. Quando venivano assunti - secondo l’accusa - veniva fatto firmare in bianco e, nel caso avessero protestato o si fossero semplicemente lamentati del taglio delle paghe, ai titolari delle ditte bastava riempire lo spazio in bianco con la data per licenziarli. Ma appariva che erano loro a dare spontaneamente le dimissioni, grazie a quella dichiarazione firmata in bianco il primo giorno di lavoro. Le paghe decurtae avrebbero permesso alle due ditte di aggiudicarsi le gare al ribasso, vincendo così l'appalto della Fincantieri. Tra l'altro, stando alle dichiarazioni, spesso l'orario di lavoro superava le 12 ore. Lo Slai Cobas aveva dato il via alle indagini, convincendo alcuni operai a testimoniare.