I costruttori spingono sul progetto

Ma monta il fronte contrario, le critiche di Italia Nostra e di Paolo Portoghesi

Favorevoli e contrari: il Palais Lumière continua a far discutere e mobilita anche la stampa internazionale. Prende posizione il Sunday Times, nuovo quotidiano britannico con un titolo polemico, «Il design di Pierre Cardin tira un bidone a Venezia», riportando giudizi come quelli di Anna Somers Cocks, del Venice in Peril Fund, che ricorda come il grattacielo pregiudicherebbe la vista di Venezia essendo completamente fuori scala, e di Marina Ripa di Meana che accusa sindaco, presidente della Regione e Ministero. Ma non solo: «Pierre Cardin», dice, «continua a dare notizie sbagliate alla stampa mondiale per far parlare di sè».

Il giornale britannico riporta anche la difesa di Cardin per cui le polemiche sono da mettere in conto, come al tempo della costruzione della Torre Eiffel: «È inevitabile che il Palais Lumière, un'opera così importante anche dal punto di vista dimensionale, susciti forti discussioni e alimenti animati dibattiti, ma il confronto di idee, quando è aperto e privo di pregiudizi, è un elemento essenziale». Anche Ugo Cavallin, presidente dell'Ance (costruttori edili) di Venezia, replica così a Italia Nostra e all'intervento critico dell'architetto Paolo Portoghesi, ripreso da più organi di stampa nei giorni scorsi. «Parlare, come ha fatto Portoghesi, di monumento alla finanza speculativa», dice, «vuol dire deliberatamente ignorare le motivazioni che hanno portato Cardin a concepire un'opera del genere e a immaginarla nel territorio veneziano. Per quanto riguarda poi il giudizio sulla qualità del progetto è naturale che le valutazioni possano essere molto diverse, soprattutto tra gli addetti ai lavori, progettisti e architetti. Lo dovrebbe ben sapere lo stesso Portoghesi, autore sul lungomare di Caorle del progetto del nuovo municipio e di un complesso residenziale commerciale che ha suscitato polemiche molto accese, anche tra i suoi colleghi, tanto che da più parti veniva bollato come "ecomostro" quello che l'autore definiva straordinario esempio di architettura». Per Cavallin «concentrarsi solo sulla torre e sulle sue presunte carenze estetiche è molto limitativo. I giudizi sull'originalità e sulla qualità estetica e architettonica dell'opera sono quanto mai personali e soggettivi».

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