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Traffico di rifiuti, sette a processo

Dolo. Sentito l’ultimo investigatore, udienza rinviata al febbraio 2013

DOLO. Quantità di rifiuti fittiziamente sommate e sottratte, emissione di fatture falsificate, lo stesso veicolo che circolava contemporaneamente in luoghi distanti centinaia di chilometri, giri di bolla ossia un veicolo fermo che però figurava circolare. Sono questi, secondo le indagini svolte dagli investigatori del Corpo forestale dello Stato, comandati dal vice ispettore Flavio Culiat, le basi dell’inchiesta del sostituto procurare Giorgio Gava, secondo cui gli imputati Loris C ...

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DOLO. Quantità di rifiuti fittiziamente sommate e sottratte, emissione di fatture falsificate, lo stesso veicolo che circolava contemporaneamente in luoghi distanti centinaia di chilometri, giri di bolla ossia un veicolo fermo che però figurava circolare. Sono questi, secondo le indagini svolte dagli investigatori del Corpo forestale dello Stato, comandati dal vice ispettore Flavio Culiat, le basi dell’inchiesta del sostituto procurare Giorgio Gava, secondo cui gli imputati Loris Candian (46 anni di Noventa Padovana), titolare della “Cal”, Sandro Rossato (58, padovano), titolare della “Rossato”, Michele Bernardi (44, Mirano) e Roberto Scantamburlo (45, Martellago), dirigenti della “Rossato”, Tiziano e Nicola Lando (rispettivamente 61 e 35 anni, Campolongo Maggiore) titolari della “Ecolando” ed Enrico Rossato (36 anni, Fossò), riuscivano a riciclare tonnellate di materiale tossico e pericoloso. Nel processo la Provincia di Venezia e il Comune di Sant’Angelo si sono costituiti parte civile con gli avvocati Elio Zaffalon e Luca Partesotti.

Il traffico di rifiuti pericolosi risale a sette anni fa, quando tre degli indagati erano finiti in manette. Secondo l’accusa, gli imputati invece di eliminare nei regolari impianti le vecchie traversine della ferrovia, impregnate di una sostanza altamente cancerogena, il creosoto, riutilizzavano l’ingente quantità di legno per palizzate da giardino e mobilio finiti nelle case e nei giardini di mezza Italia. Il giudice monocratico del Tribunale penale di Dolo, Nicoletta Stefanutti, dopo aver ascoltato la testimonianza del vice ispettore Culiat ha disposto il rinvio del processo al 4 febbraio 2013 autorizzando le difese, gli avvocati Stefano Marrone, difensore di Candian e dei due Lando, Federica Santinon difensore di Bernardi e Giovanni Vasoin difensore dei Rossato, a procedere alla consultazione del materiale sequestrato.

Davide Massaro

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