Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Brentan, niente cinema Resta l’obbligo di dimora

Il Tribunale del riesame respinge la richiesta di poter uscire da Campolongo E secondo il gip l’ex amministratore dell’autostrada non dimostra ravvedimento

VENEZIA. Niente da fare. Lino Brentan, l’ex amministratore delegato di Autostrada Venezia Padova non potrà lasciare il territorio del comune dove risiede, Campolongo Maggiore. Lo ha deciso ieri il Tribunale del riesame di Venezia presieduto dal giudice Patrizia Montuori, respingendo il ricorso presentato dai difensori dell’ex amministratore pubblico, già condannato a quattro anni di reclusione per corruzione. Gli avvocati Giovanni Molin e Stefano Mirate, durante l’udienza, avevano fatt ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter

VENEZIA. Niente da fare. Lino Brentan, l’ex amministratore delegato di Autostrada Venezia Padova non potrà lasciare il territorio del comune dove risiede, Campolongo Maggiore. Lo ha deciso ieri il Tribunale del riesame di Venezia presieduto dal giudice Patrizia Montuori, respingendo il ricorso presentato dai difensori dell’ex amministratore pubblico, già condannato a quattro anni di reclusione per corruzione. Gli avvocati Giovanni Molin e Stefano Mirate, durante l’udienza, avevano fatto presente ai magistrati che se l’obbligo di dimora era stato deciso per impedire che Brentan potesse proseguire a commette altri reati contro la pubblica amministrazione si tratta di un provvedimento inefficace perché l’imputato potrebbe proseguire a delinquere anche dalla sua abitazione e da altri luoghi posti nel suo comune. L’obbligo di dimora, invece - hanno proseguito i due legali - gli impediscono una serie di importanti attività, tra queste quella di vedere un film, andando al cinema, che a Campolongo manca.

Brentan è rimasto per sei mesi agli arresti domiciliari, nella sua villetta di Campolongo, quindi dal 26 luglio, il giorno dopo la condanna a 4 anni di reclusione per corruzione, l'ex amministratore delegato dell'Autostrada Venezia-Padova Lino Brentan è libero, anche se deve semplicemente evitare di uscire dal territorio del suo comune.

Intanto, il giudice dell'udienza preliminare lagunare Roberta Marchiori ha depositato nei giorni scorsi le motivazioni della sentenza. «Ha sistematicamente svenduto le proprie funzioni di amministratore delegato della società, favorendo una ristretta cerchia di imprenditori locali e ciò in cambio di cospicue somme di denaro da cui ha tratto fonte di indebito arricchimento. I fatti contestati sono particolarmente gravi perché posti in essere in violazione dei doveri di imparzialità, fedeltà, correttezza a cui deve essere ispirata l'azione pubblica». In questo modo il magistrato spiega la condanna a quattro anni. A pagare per ottenere appalti e consulenze e poi a confessarlo al pm Stefano Ancillotto sono stati l'ingegner Luigi Rizzo, della «Rizzo srl» e della «Sound Service srl», Rino Spolador, amministratore della «Rg Impianti srl», Silvano Benetazzo, ormai deceduto ed ex amministratore della «Flli. Benetazzo» e della «Benetazzo Group srl», e Remo Pavan della «Tecnoconsult Service srl». Brentan , stando agli accertamenti della Guardia di finanza, si sarebbe messo in tasca tra il 204 e il 2010, 245 mila euro, e il giudice non gli ha concesso le attenuanti generiche a causa del fatto che «non ha fino ad ora manifestato alcun segnale di resipiscenza rispetto alle condotte delittuose».

©RIPRODUZIONE RISERVATA