Il negozio Gaio festeggia i 60 anni di attività

Dagli inizi di Arturo, l’arrotino, alle figlie Vania e Paola: «Boom degli articoli per cucina»

MARGHERA

All’inizio, nel 1952, Arturo Gaio gestiva un semplice banco di arrotino che girava per le strade del quartiere, sessant’anni dopo le figlie guidano uno dei negozi più conosciuti di Marghera. Frequentato anche da molti clienti da fuori quartiere, apprezzato per la possibilità di trovare una forma particolare di oggettistica e premiato dall’Ascom per la vetrina allestita per Natale, da anni Gaio in piazza Mercato è sinonimo di articoli da regalo e da cucina. Le due attuali proprietarie, Vania e Paola, figlie del fondatore, sono tra le più autorevoli testimoni del passaggio del tempo e delle mode nella Città Giardino «Tutto è iniziato – dice Vania – nei primi anni ’50, quando mio padre Arturo partì dai monti di Lamon per portare a Marghera il suo banco di arrotino al lato della chiesa di Sant’Antonio. Restò alcuni anni ospite di una famiglia del luogo, poi aprì il suo primo piccolo negozio in via Mattei e nel 1962 si trasferì definitivamente qui in piazza, allargando il commercio dalla semplice affilatura ai casalinghi».

Con il passar del tempo, il negozio Gaio è diventato un punto di ritrovo specie per le liste nozze, ma anche qui i tempi sono cambiati. «C’è – spiega Vania – molta meno gente e probabilmente per questo anche i matrimoni sono diminuiti. Inoltre, sempre più coppie rinunciano alla lista nozze, preferendo affidarsi all’estro dei singoli invitati o, in molti casi, scegliendo la soluzione delle quote per il viaggio di nozze. Piuttosto, ultimamente è molto più facile che sia la coppia stessa, prima di sposarsi, a passare da noi per completare gli acquisiti per la casa». Se diminuiscono gli sposi, aumenta invece un altro settore: «Proprio negli ultimi due anni c’è stato un boom legato alla cucina. Probabilmente per merito delle molte trasmissioni televisive a tema, sono aumentate le vendite di tutti quegli oggetti particolari legati alla preparazione e alla cottura dei cibi, soprattutto - e questo può sembrare strano - tra gli uomini tra i trenta e i quarant’anni».

E, a conferma di quanto appena spiegato, Vania Gaio impacchetta a un cliente, che era entrato con la sicurezza che “solo qua posso trovarlo” un termometro per la misurazione della temperatura di cottura.

Massimo Tonizzo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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