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Per l'Accademia solo legno Bocciato il ponte di acciaio e vetro

Il verdetto del ministero dei Beni Culturali, al quale è stato presentato il progetto proposto al Comune a costo zero da un'impresa di Bologna

Enrico Tantucci
2 minuti di lettura
VENEZIA. Il ponte dell'Accademia dovrà restare di legno, nel nome della sua immagine ormai storicizzata, senza ristrutturarlo con l'uso di vetro, acciaio e pietra d'Istria, come prevede il progetto proposto al Comune a costo zero dall'impresa Schiavina di Bologna - sponsor garantendo, e non è detto, il costo dell'opera - e stilato dagli architetti Giovanna Mar e Alessandro Marata.

E' il verdetto, tanto atteso, del Ministero dei Beni Culturali - attraverso il Comitato tecnico-scientifico per i Beni Architettonici e Paesaggistici presieduta dall'architetto Giovanni Carbonara - che sta per arrivare anche in laguna. Prima sul tavolo del direttore regionale per i Beni Culturali del Veneto Ugo Soragni, per essere poi da esso trasmesso direttamente al Comune perché si adegui, visto che il parere del Comitato è vincolante.

Il progetto del nuovo ponte dell'Accademia aveva avuto un primo parere favorevole da parte del soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia Renata Codello, che aveva poi girato però la pratica al Ministero per il definitivo via libera, vista la delicatezza dell'intervento e l'importanza dell'opera. E dai Beni Culturali arriva un sostanziale no a "questo" progetto.

Il Comitato per i Beni Architettonici apprezza il mantenimento della sottostante struttura in ferro del ponte dell'Accademia - come previsto anche dal nuovo progetto - ma invita il Comune a "ragionare" su un legno più resistente all'usura che garantisca il mantenimento della struttura attuale, entrata ormai nell'immagine stessa della città.

Perplessità anche sulla linea ribassata per consentire il superamento delle barriere architettoniche.

Una vautazione condivisa da molti, come ad esempio il rettore dell'Iuav Amerigo Restucci: "Trovo insensato pensare a un ponte dell'Accademia rifatto in vetro e acciaio. Quel ponte è ormai un'icona di Venezia e, al di là del fatto che sia nato come provvisorio, va mantenuto nella sua forma e nei suoi materiali".

Ma anche grandi architetti come Vittorio Gregotti hanno da tempo espresso tutta la loro contrarietà al progetto di rifare il ponte dell'Accademia. "E' una follia - ha già dichiarato - perché stiamo parlando di un ponte storico, costruito dagli Austriaci alla metà dell'Ottocento, che ha centocinquant'anni di vita, al di là dei progressivi rifacimenti, e che fa parte dell'immaginario visivo della città, nella sua forma attuale, per chiunque venga a Venezia".

A questo punto anche il Ministero dei Beni Culturali - che pure non nega la possibilità del rifacimento del ponte dell'Accademia - pone paletti precisi: il legno non si tocca. Proprio quello a cui voleva rinunciare il Comune per i frequenti costi di manutenzione straordinaria del ponte, legata alla deperibilità del materiale, passando alla solidità dell'acciaio e della pietra, oltre al ricorso al vetro. A questo punto, delle due l'una: o il Comune convince la Schiavina e gli architetti a rifare il progetto in legno, garantendo comunque la copertura dei costi (circa 6 milioni di euro). O si tiene il ponte dell'Accademia così com'è, rassegnandosi ai suoi costi di manutenzione, ma salvaguardandone l'aspetto.

Del resto, il modernissimo ponte di Calatrava - in pietra, vetro e acciaio - non si sta rivelando molto più economico per l'Amministrazione, sul piano della sua manutenzione, tra gradini vitrei "unici" da rifare e riassetti statici sempre più frequenti. 

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