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Locale tipico con evasioneDenunciato "In laguna da Toni"

Recensito dal New York Times, il locale lavorava da quattro anni ma per il fisco non esisteva. Evasi 560 mila euro tra il 2008 e il 2010.

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VENEZIA.  Del locale ne ha parlato anche il New York Times, ricordando l'ambiente tipico di laguna tanto caro ad Hemingway. Un ristorantino in mezzo alla laguna con alle spalle il campanile di Torcello, che offriva cena e gita in barca, ma tutto in nero.

Creato nel 2007 dal trevigiano Antonio Zottarel, "In laguna da Toni" non aveva mai versato il becco di un quattrino nelle casse del fisco. Zottarel però è stato scovato dalla Guardia di Finanza di Mestre e denunciato.

A conti fatti, è emerso che tra il 2008 e il 2010, l'ex pescatore ora ristoratore aveva evaso il fisco per circa 560 mila euro.

L'attività del ristorante era fiorente, grazie anche ad accordi con molti noti hotel veneziani. Tutti i servizi, di classe, erano pagati in contanti. C'era l'emissione degli scontrini, ma non il versamento delle tasse all'erario.

La Finanza ha chiamato l'operazione Baeansa, in veneziano bilancia, per la presenza di una vistosa rete a bilancia da pesca che caratterizzava il capanno ristorante.

Al momento dell'intervento dei finanzieri, erano intenti ad assaporare le pietanze della cuoca, anch'essa impiegata in nero, due comitive di turisti inglesi e australiani.
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