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Capitello preso a martellate per "rapire" la Madonnina

Nuovo sfregio a Venezia: nella notte di giovedì, a colpi di martello, mani ignote hanno sfregiato il capitello di Sotoportego del Fontego, a Santa Margherita, e hanno portato via la Madonnina che vi era custodita. Uno scempio compiuto distruggendo completamente il capitello. A inizio d’anno era stato rubato il "Sior Rioba", poi ritrovato

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VENEZIA. Nuovo furto di uno storico arredo urbano: nella notte di giovedì, a colpi di martello, mani ignote hanno sfregiato il capitello di sotoportego del Fontego - a Santa Margherita - e hanno portato via la Madonnina che vi era custodita. Uno scempio compiuto distruggendo completamente il capitello, dopo un primo tentativo andato a vuoto nella notte di mercoledì.

Dopo il furto della testa del «Sior Rioba» in campo dei Mori (per fortuna ritrovata dopo pochi giorni), dopo la scomparsa di una bassorilievo marmoreo quattrocentesco in una corte privata vicino al ponte dei Bareteri, ora tocca alla «Madonnina» di Santa Margherita: i ladri hanno agito con furia vandalica, distruggendo completamente l’altarino, che custodiva la delicata scultura della Vergine con bambino, copia ottocentesca dell’originale del XIV secolo.

Un atto brutale in due tempi. Già giovedì mattina, infatti, i vicini di calle del Fontego - a Santa Margherita - avevano dato l’allarme dopo aver trovato il capitello scheggiato, con frammenti di marmo a terra. Erano intervenuti i vigili e i tecnici del Comune, che avevano posato alcune assi e un nastro rosso-bianco, in attesa di un intervento. Poche ore e i ladri hanno divelto a martellate il capitello, portando via la piccola, delicata statua della Madonna con bambino e lasciando un buco nel muro. Testimoni - svegliati dal rumore - hanno parlato di due persone sospette in zona e ora gli investigatori (come sempre, in questi casi) acquisiranno i filmati delle telecamere in zona, per verificare se abbiano immortalato i predatori d’arte.

Certo, sono tempi cupi per Venezia, che conosce una recrudescenza nelel razzie vandaliche ai danni del suo patrimonio artistico pubblico: statue, patare, vere da pozzo, bassorilievi. Il caso più clamoroso è certamente quello del furto della testa del «Sior Rioba» in campo Do Mori, alla Madonna dell’Orto, sparita nel nulla senza che nessuno si accorgesse di alcunché: grazie alla mobilitazione ed indignazione dell’intera città, i ladri hanno preferito liberarsi della testa, restituita ai proprietari di palazzo Mastelli del Cammello per essere riposizionata.

Almeno 3500 i pezzi d’arte distribuiti in città e che la Soprintendenza per i beni artistici sta censendo in questi mesi, in collaborazione con il Comune, che ha messo a disposizione uno stanziamento di Legge speciale: circa 800 le opere già catalogate e fotografate a Santa croce e San Polo.
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