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L’omaggio del teatro veneto a Pound e Pasolini: «Pensatori eretici e liberi»

Tre gli spettacoli coprodotti dallo Stabile del Veneto: dopo “Ezra in gabbia” in scena la celebre intervista di PPP al poeta e, infine, Pa’ con Luigi Lo Cascio. Tournée in tutta la regione

Massimo Tonizzo
1 minuto di lettura
Mariano Rigillo protagonista di “Ezra in gabbia” 

Doppio omaggio del Teatro Stabile del Veneto, in occasione dei cinquanta anni dalla scomparsa del poeta Ezra Pound e i cento dalla nascita di Pier Paolo Pasolini. Lo Stabile - in collaborazione con il teatro Nazionale, Rossetti e lo Stabile del Friuli Venezia Giulia - promuoverà con tre rappresentazioni i l’opera dei due controversi intellettuali, saggisti e protagonisti della poesia e dell’arte del XX secolo.

Obiettivo - come spiegato dal presidente del Teatro Stabile Giampiero Beltotto - «la cultura come fattore strategico di progresso sociale e di sviluppo economico, veicolo di conoscenza, stimolo e impulso alla creatività, all'innovazione e allo sviluppo sostenibile delle comunità».

Gli spettacoli vedranno la tournée in tutto il Veneto tra l’11 e il 26 gennaio 2023 dello spettacolo “Ezra in gabbia o il caso Ezra Pound”, prodotto dal Teatro Stabile del Veneto insieme a Officine del Teatro Italiano, nell’ambito del progetto VenEzra promosso dalla Regione del Veneto.

Lo spettacolo, che viene ri-allestito in questi giorni al Teatro Verdi di Padova, è liberamente tratto dalle opere e dalle dichiarazioni di Ezra Pound, scritto e diretto da Leonardo Petrillo e interpretato da Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini. Ne sarà anche registrato un video, per la messa in onda televisiva.

Il percorso teatrale proseguirà poi con “Odi et amo”, che ricostruisce la preparazione alla storica intervista che, nella sua casa di calle Querini a Venezia, il “poeta emarginato” Ezra Pound rilasciò per la Rai nel 1967 “all’intellettuale eretico” Pier Paolo Pasolini.

Ultimo appuntamento della rassegna, quello con Marco Tullio Giordana e Luigi Lo Cascio con Pa’, in prima nazionale al Teatro Goldoni di Venezia il 17 novembre e in replica fino al 20; e poi al Teatro Verdi di Padova, dal 14 al 18 dicembre.

«Credo sia un’operazione coraggiosa per due Teatri Stabili come quello del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, portare sul palcoscenico spettacoli che mettono al centro pensieri e pensatori eretici sul serio», spiega il presidente dello Stabile Beltotto, «conto, infatti, che il pubblico stia cercando un’offerta culturale che riesca a valicare il confine del consueto, dell’ipocrita e del politicamente corretto».

«L’iniziativa», commenta l’assessore alla Cultura della Regione Veneto, Cristiano Corazzari, «rappresenta una prima occasione di collaborazione tra Teatri Stabili del Nordest. Questo è un primo esempio di ciò che vogliamo fare per sostenere il mondo del teatro che, dopo due anni di stop dovuto alla pandemia, deve essere sostenuto per il rilancio complessivo della cultura e, in questo contesto, assume un valore fondamentale l'approccio di collaborazione. Dobbiamo riannodare il filo spezzato con il pubblico e per farlo dobbiamo sostenere tutte le collaborazioni possibili».

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