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L’oste e il gondoliere: veneziani a mollo nell’acquario dell’hotel

Il racconto fotografico di Paolo della Corte “Waterworld” Ventidue ritratti di residenti immersi nel gelo, senza paura

Al freddo, nell’acqua, chi per trenta secondi, chi per due minuti, tutti egualmente baldanzosi, un avvocato con la toga, la professoressa con due studenti, come pesci della rarissima specie dei veneziani. È il racconto per immagini di Paolo della Corte che ha fotografato 22 residenti noti e meno noti all’interno della vasca di tre metri per tre dell’hotel Aquarius, in campo San Giacomo dall’Orio.

L’originalissimo shooting, fatto nell’ottobre del 2019, è diventato una mostra dal titolo “Venezia come Waterworld”, inaugurata ieri (fino al 18 giugno) e introdotta dal critico cinematografico Carlo Montanaro nel cortile dell’albergo. Sul muro di mattoni a vista, le gigantografie dei veneziani che avevano accettato l’invito inusuale di della Corte a immergersi nell’acquario con i loro vestiti e gli attrezzi del mestiere – un violino, un mazzo di fiori, una macchina fotografica – per mostrare, con congruo anticipo, cosa potrebbe accadere alla città fra trent’anni.

«La mia è una provocazione, ma non troppo», spiega l’artista veneziano. «Come hanno scritto molti giornali durante l’acqua alta nel novembre del 2019, Venezia sommersa dalle acque è un pericolo imminente, molto più ravvicinato e devastante di quanto finora immaginato. La città potrebbe apparire così al visitatore nel 2050».

Senza paura, senza indugio, dopo essersi arrampicati sulla scala di tre metri, i veneziani si sono immersi nell’acqua che ogni giorno diventava più gelida, testimonial di una città che qualche settimana più tardi sarebbe stata sommersa dall’acqua grandissima del 12 novembre. «Chi aveva freddo è rimasto solo pochi secondi, giusto il tempo per scattare», racconta della Corte, «ma c’è anche chi non voleva più uscire».

In ordine sparso, tra gli altri, il decano dei gondolieri Mattia Romanelli, l’avvocato Massimo Stefanutti, l’oste della “Mascareta” Mauro Lorenzon, l’insegnante Emanuela Forti, a gelataia Amanda Cuzdey, il musicista Giorgio De Battisti, l’architetto Giulio Lattuada, la designer Carlotta Girardi, il presidente del Consorzio Promovetro Murano Luciano Gambaro. Le fotografie saranno affisse anche sui muri della città. Irrilevante, a questo punto, il numero degli starnuti.

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