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Gli architetti veneziani e la seconda vita dell’antico villaggio

In mostra plastici e immagini del sito cinese di Lianghekou oggetto di recupero grazie alla Fondazione “Emgdotart”

VENEZIA. Si è aperta con un collegamento video in contemporanea con la Cina, da Palazzo Zen, la suggestiva mostra, ricca di plastici, fotografie e artefatti , curata dalla Fondazione “Emgdotart” – guidata dall’architetto Marino Folin e che da alcuni anni mette in relazione progetti architettonici italiani e cinesi – che vede al centro il recupero del villaggio cinese di Lianghekou.

Si tratta di un tradizionale villaggio rurale cinese, situato in una regione montuosa della Cina centrale (Provincia di Hubei, Contea di Xuan’en, ). Durante le dinastie Ming e Qing (XIV-XIX sec.) il villaggio era un centro commerciale lungo l’antica Via del Sale. Come risultato della diminuzione di popolazione e del declino commerciale l’antico villaggio, un tempo fiorente, oggi soffre di un grave decadimento.Il recupero del villaggio di Lianghekou è parte di un piano territoriale di sviluppo relativo all’intera vallata attraversata dall’antica Via del Sale e occupata dalla minoranza Tujia.

La proposta punta a trasformare i villaggi tradizionali in un sistema di servizi turistici, accessibile da parte dei visitatori attraverso trasporti collettivi o nuovi percorsi pedonali e piste ciclabili. L’intervento su Lianghekou costituisce il progetto pilota per l’intera vallata. l’obiettivo è che Lianghekou recuperi le sue antiche vocazioni commerciali e pubbliche e venga rivitalizzato come luogo in cui turisti e popolazione residente possano convivere piacevolmente.

I progetti in mostra combinano insieme il recupero degli edifici storici con l’inserimento di nuove funzioni, salvaguardando l’identità culturale del villaggio.Il sistema costruttivo di Lianghekou, tipico delle case Tujia, è una testimonianza del sistema delle costruzioni in legno Gan-Lan, largamente diffuso lungo tutta la fascia orientale dell’Asia che va dal Giappone all’Indonesia, incluso il sud della Cina. I progetti fanno pieno uso della variabilità, flessibilità e adattabilità del sistema costruttivo delle case in legno Gan-Lan.

I progetti sono stati prodotti nel 2019/’20, nel quadro di un accordo di collaborazione tra la Contea di Xuan’en, la Southeast University (Cina), l’Università Iuav di Venezia (Italia), la Huazhong University of Science and Technology (Cina), la Chongqing University (Cina).E.T.

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