“Non-extractive architecture” La mostra cresce ogni giorno

venezia

«È una mostra che apre praticamente vuota e che si costruirà come accumulo, completandosi soltanto al termine dell’esposizione». Sono le poche parole, ma efficaci, con cui l’architetto tedesco Joseph Grima, dello studio di design e ricerca Space Caviar, racconta “Non-extractive architecture: progettare senza estinguere”, programma espositivo della durata di un anno che, nel palazzo delle Zattere che è sede di V-A-C Foundation, accoglierà workshop pratici, un ciclo di conferenze e una piattaforma editoriale.


Nel corso dei prossimi dodici mesi, le stanze della sede della fondazione si trasformeranno in luogo di ricerca d’arte, fatto di discussioni, e dove verrà conservato quanto di nuovo sarà prodotto da Space Caviar, in collaborazione con i dieci candidati internazionali che parteciperanno alla residenza di ricerca. In pratica, le sale del palazzo non si somiglieranno mai, da un giorno all’altro, pronte ad accogliere continuamente qualcosa di nuovo. «Per questo vi aspetto tra un mese, e poi tra due, e poi tra tre.

Troverete sempre qualcosa di diverso» spiega Grima, dando sostanza al senso del progetto, presentato insieme a Teresa Iarocci Mavica, direttrice e fondatrice di V–A–C, ieri intervenuta in diretta da Mosca. Il progetto vedrà anche il lavoro del collettivo artistico N55, che curerà la piattaforma editoriale; mentre parallelamente si svolgeranno le conferenze interdisciplinari.

Il tutto - le registrazioni dei dibattiti e i contributi di designer, scienziati dei materiali, filosofi e ricercatori - saranno documentati sulle pareti del palazzo delle Zattere. Le visite saranno possibili da domani, dalle 11 alle 19, con prenotazione obbligatoria alla mail zattere@v-a-c.org. Chiuso il mercoledì. —



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