Van Gogh torna ed è subito assalto «Obiettivo, aperti fino a giugno»

Marco Goldin: «Centralini impazziti appena si è saputo della ripartenza» Ma il danno è enorme: «Per ogni mese ho perso 500 mila euro, di tasca mia»

Un trionfo di giallo, una promessa di ripartenza. Il sole battezza a Padova la nuova zona del Veneto e Marco Goldin di Linea d’ombra riapre le sale del San Gaetano, accompagnato dal sindaco Sergio Giordani e dall’assessore Andrea Colasio, per rilanciare “I colori della vita”, la mostra di Van Gogh che doveva polverizzare tutti i record. In piedi fra il Mietitore e il Seminatore, gialli da far girare la testa, Goldin ha un sorriso che buca la mascherina quando annuncia l’ormai probabilissima, ma praticamente certa, proroga dell’esposizione fino a giugno inoltrato. E non è l’unica bella notizia.

«Mai mi era successo di inaugurare due volte una mostra» ammette Goldin. «Ma era giusto riallacciare il filo con queste opere che per tre mesi solo io e pochi altri abbiamo avuto il piacere di ammirare». Si riparte con il sole ma con l’orizzonte nebbioso dei decreti e il giallo certo ma solo fino al 12. In più c’è l’obbligo di chiusura il sabato e la domenica. «Un’assurdità» la definiscono tutti. Il Comune protesterà con il ministero: «Che sia sabato o mercoledì, qui non cambia nulla. Si entra con prenotazione e in numero contingentato, in dieci ogni 15 minuti. Chiudere nel weekend non ha senso» dice Goldin. «Per una società che ha subito danni colossali, è un’ulteriore ingiustizia».


Il curatore della mostra, che con Linea d’ombra ha in carico tutti i costi, stima di aver perso mezzo milione al mese: «Tutti soldi miei, dopo che l’anno scorso ho perso un milione a Verona con la mostra su Giacometti». I ristori poi, per lui sono stati una beffa, perché calcolati sull’attività dell’anno precedente, quando era fermo per preparare la mostra di Padova. Quindi praticamente zero. Tre settimane di apertura a ottobre, tre mesi di stop fino all’altro ieri. E adesso – da oggi – porte aperte. È bastato l’annuncio e i centralini si sono incendiati. Goldin ha rimesso in moto la macchina in un amen e richiamato i 22 operatori, regolarmente assunti, che gestiranno il flusso del pubblico. Intanto i prestatori delle opere hanno accettato di prolungare i contratti e se non ci saranno altre restrizioni si andà avanti per altri quattro mesi: «Possiamo allungare la mostra fino a metà giugno» è l’annuncio. «Sabato mattina abbiamo venduto mille biglietti. «E domenica a momenti crollava il sito. Un delirio. Ma questo ci dà il senso di cosa abbiamo perso, avremmo fatto numeri strepitosi e invece ora possiamo solo coprire le perdite».

Si riparte come si può. Cioè dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 19.30, otto ore al giorno anche per non sforare sulle spese per il personale. Ma il venerdì si valuta un prolungamento, intanto fino alle 20, poi forse qualcosa di più, compatibilmente con il coprifuoco delle 22. —



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