La vita affannosa di Tintoretto pagato in ritardo dalla Serenissima

Gli affanni di Tintoretto. Costretto a “produrre” più di ogni altro artista della Venezia del suo tempo per mantenere una famiglia numerosa, inseguendo i continui ritardi nei pagamenti della Repubblica, diluiti nel tempo. Tanto che il pagamento più cospicuo avverrà solo due anni prima della sua morte. E, nello stesso tempo, totalmente preso dall’attività di bottega, tanto da affidare ai familiari delle moglie tutta la gestione dei suoi affari. Getta una nuova luce sulla vita del grande pittore veneziano un nuovo libro che verrà presentato in questi giorni in occasione del convegno internazionale a lui dedicato che sta per aprirsi a Venezia. “Tintoretto. L'uomo, i documenti e la storia 1519-1594” - questo il titolo del volume, edito da Marsilio -ce lo mostra infatti anche alle prese con i problemi quotidiani e le difficoltà economiche. Fortemente voluto dal precedente Direttore dell'Archivio di Stato di Venezia, Giovanna Giubbini, finanziato dal Comitato Austriaco per la salvaguardia di Venezia Venedig lebt, edito nella collana Studi e ricerche della Scuola Grande di San Rocco , il libro è scritto a più mani da sei autori. La loro comune base identitaria sono la formazione paleografica e la pratica archivistica. Non un libro di storia dell'arte, dunque, ma sulla storia dell'artista,individuando le tracce di Tintoretto durante l'intero corso della sua vita.I ndagando dove Tintoretto ha lasciato un segno di sé. Negli atti notarili, quando Iacopo si sottoscrive come testimone o rilascia la sua expertise sul quadro di un collega, in buona compagnia con il sodale Paolo Veronese. O quando acquista un pezzo di terra. O quando ancora, sentendo prossima la morte, chiama a sé il notaio e fa testamento. Negli archivi delle magistrature deputate alla riscossione delle imposte, quando compie il suo dovere di suddito veneziano e paga la decima, o inoltra una supplica perché siano rivisti al ribasso gli oneri fiscali posti a suo carico. Perché - e questo è anche una delle novità del libro - quelli che venivano ritenuti pagamenti a Tintoretto da parte della Repubblica, erano in realtà iscrizioni a credito. A testimonianza del fatto che veniva pagato per i suoi teleri con tempi molto rallentati, che lo mettevano in difficoltà. Lo si segue quando offre i suoi servigi di artista al Senato veneziano o ai Procuratori di San Marco o ai Provveditori al sal per ritrarre dogi, affrescare volte, dipingere battaglie o celebrare episodi gloriosi della Serenissima. E ancora quando si propone alla Scuola grande di San Rocco o a quella di San Marco o ai gastaldi delle varie Scuole piccole veneziane.

O quando nei registri dei battesimi dell'archivio parrocchiale fa annotare la nascita dei figli, nel sestiere dove risiede con la famiglia sempre più numerosa.Il lavoro è stato condotto da Manuela Barausse, Paola Benussi, Andrea Erboso, Laura Levantino, Claudia Salmini e Alessandra Schiavon, con i contributi di Emanuela Brusegan e Franco Rossi. —


E.T.

Video del giorno

Il concerto di Hendel alle Cinque Torri di Cortina

Frittata con farina di ceci e zucchine

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi