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Diritti umani e spiritualità 120 opere raccontano il mondo

Nelle tese dell'Arsenale la creatività contemporanea

Lieta Zanatta
2 minuti di lettura

VENEZIA. Sostenibilità, diritti umani, inclusione, spiritualità. Sono questi i temi che hanno espresso le opere di ottomila artisti partecipanti da oltre 60 Paesi del mondo alla 13 esima edizione del Premio Arte Laguna, il premio veneto internazionale fondato dalle trevigiane Laura Gallon e Beatrice Susa, che il meglio cattura delle tendenze e i movimenti artistici dell’Arte contemporanea nel mondo. Le 120 opere selezionate comprendono 30 pitture, 25 tra sculture e installazioni, 25 fotografie, 10 video, 5 progetti di arte ambientale, 5 di arte urbana, 5 di arte virtuale, 5 di grafica digitale, 5 progetti di design e 5 performance, e sono da ieri sabato 30 marzo esposte negli spazi delle Nappe dell’Arsenale nord di Venezia, visibili fino al 25 aprile.



«In esposizione realizzazioni che anticipano in qualche modo l’indirizzo di quello che fra un mese si potrà vedere alla Biennale d’Arte» spiega Igor Zanti, curatore e presidente della giuria che quest’anno ha lavorato su una novità, la sezione Design, che ha prodotto un interesse particolare soprattutto da parte degli imprenditori, che assieme a sponsor, associazioni e attori partecipano a vario titolo al Premio che dispensa un montepremi complessivo di 200. 000 euro con numerose borse di studio (artist in residence) sostenuto da importanti patrocini, tra cui il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. «L’alto numero di opere e progetti pervenuti – aggiunge il curatore – è dato dai selezionati giurati internazionali il cui prestigio fa da volano». Un nome per tutti, Vasili Tsereteli, direttore del Moscow Museum of Modern Art, che ha convogliato l’attenzione di numerosi artisti provenienti dall’Est Europa (gli internazionali partecipanti sono il 70% rispetto al 30% di italiani). «Si nota un ritorno al figurativo – continua Zanti – che si avvale dell’uso di nuove tecnologie, dove l’attenzione si muove sul paesaggio urbano che denuncia le trasformazioni delle nostre città». I vincitori, che godono di un premio di 7. 000 euro ciascuno, sono per le sezioni: Pittura, il polacco Ryszard Szozda con un’opera sulla potenza distruttrice dei test nucleari; Fotografia e Digital Graphics, Silvia Montevecchi con autoritratti che dialogano con le poesie della tradizione giapponese; Scultura e Arte virtuale, il canadese Jean-Philippe Côté con ritratti realizzati con le nuove tecnologie; Video e Performance, Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi con una partitura gestuale che include la natura; Land art e Urban art, l’artista libanese Jad El Khoury con una torre di uffici abbandonata a Beirut; Design, Elena Colombo con il progetto Inclusive Tea House, un servizio da tè che promuove un modello di produzione e utilizzo sostenibili.

«Il Design è uno degli elementi che portano il Made in Italy all’estero – spiega Alberico Crosetta, responsabile di Antrax che ha esposto dieci sculture di calore numerate “Le guardie del Doge” – Bisogna lanciare il messaggio che le aziende debbano investire sulla cultura per realizzare ciò che l’Italia sa fare bene». Info: www. premioartelaguna. it. –
 

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