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Gatti di Venezia davanti all’obiettivo

Marianna Zampieri racconta attraverso le fotografie le storie dei micetti veneziani

di Eugenio Pendolini
1 minuto di lettura

VENEZIA. C’è Poldo che ama trascorrere le sue giornate in libreria. Ravi invece non va d’accordo col suo vicino, Sandrone. E poi Biagio, ormai una vera istituzione all’università. Sono i gatti raccontati, e fotografati, nel libro “Cats in Venice fotografie e racconti dei gatti che si aggirano per le calli di Venezia”, da poco in libreria (casa editrice El Squero) e arrivato dopo il successo della pagina Facebook. L’autrice è Marianna Zampieri, una vera appassionata di gatti e di fotografia in bianco e nero. Comincia a fare i primi scatti circa cinque anni fa, quando Arthr entra nella sua vita.

Cats in Venice, il progetto fotografico in mostra a Vicenza

I primi scatti sono incontri fortuiti con gatti di strada. Dedica qualche anno a progetti fotografici più strutturati, ma poi il richiamo della strada è troppo forte. Anzi, di Venezia: «una città di cui sono innamorata e che ha con questi animali un rapporto davvero speciale», racconta. Da qui nasce “Cats in Venice”. L’autrice si rivolge direttamente ai veneziani per farsi raccontare le storie dei gatti residenti in città, liberi di muoversi a passo felpato tra una calle e l’altra.



«I residenti – continua Zampieri – hanno risposto con numerose segnalazioni e con un inaspettato entusiasmo nei confronti di un progetto che non solo raccogliesse una serie di fotografie ma che raccontasse anche qualcosa dei vari gatti della città». Ne nasce una raccolta con descrizioni accurate dei felini e foto, in bianco e nero perché «così le emozioni sono più vive». C’è un po’della vita, della personalità e della zona di competenza di ciascuno.

«Ciò che lega Venezia ai suoi gatti – continua – è un rapporto di mutua necessità: i gatti servono a Venezia e Venezia è la città che più sembra a misura di gatto dal punto di vista della sicurezza e del rispetto della natura di questo animale». La libertà di gironzolare coincide con quella di scegliere dove appostarsi, senza essere scacciati. Nel libro, continua l’autrice, ci sono diverse storie di gatti di proprietà di un determinato negozio che invece hanno scelto un altro luogo come loro punto di riferimento a cui tornare al termine dei vari giri di perlustrazione, accolti con gioia dai’nuovi proprietari’; oppure mici che semplicemente amano dare un saluto ai negozianti di zona prima di rientrare a casa.



«Un affascinante intreccio di storie, personalità, decisioni e libertà che questi gatti raccontano che credo rappresenti la grande bellezza di questo progetto. Il tutto – conclude – arricchito dal rispetto e l’orgoglio con cui i veneziani raccontano e accolgono i loro gatti».


 

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