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Venezia, la squisita arte dei globi, nel firmamento di Coronelli

Alla Marciana l’omaggio al frate-cosmografo veneziano con “L’immagine del mondo”. In esposizione anche una raccolta di rare carte astronomiche e geografiche

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VENEZIA. Sono qui da oltre tre secoli e da qui non si sono mai mossi. Sono i due esemplari unici di globi – quello terrestre e quello celeste – realizzati nel 1688 da Vincenzo Coronelli per la Serenissima Repubblica e destinati alla “Libreria di San Marco”, la Biblioteca Nazionale Marciana.

Chi visita le sale monumentali della Marciana li può ammirare tutti i giorni: seppur segnati dal tempo sono magnifici esempi della perizia del frate veneziano che fu per decenni il più famoso costruttore di globi in Europa. Ma fino al prossimo 15 aprile, oltre ai due globi, le sale monumentali della Biblioteca ospitano un’intera mostra dedicata alle opere di Vincenzo Coronelli, in occasione dei trecento anni dalla morte del grande “Cosmografo della Repubblica”. “Vincenzo Coronelli L’immagine del mondo – The Image of the World – Das Bild der Welt” è un’esposizione ideata dalla Biblioteca Nazionale Marciana, in collaborazione con la professoressa Marica Milanesi dell’Università di Pavia, la collezionista viennese Heide Wohlschläger, Christa Schuster e Rudolf Schmidt jr.

In mostra molti fusi dei globi di Coronelli e una parte della vasta produzione editoriale del cartografo: oltre agli esemplari conservati nella stessa Biblioteca Marciana sono esposti infatti i preziosi prestiti provenienti dalla Globe Collection Rudolf Schmidt di Vienna.

La vicenda umana di Coronelli affascina per la sua complessità: figlio di poveri artigiani, diventa frate francescano nel convento dei Frari a Venezia e inizia la sua attività di costruttore di globi. I primi li realizza per il duca di Parma nel 1678. L’ambasciatore di Francia li vede e, conquistato dalla loro bellezza, convince Padre Vincenzo a seguirlo a Parigi per realizzare una coppia di globi – terreste e celeste – da offrire in dono a re Luigi XIV per la reggia di Versailles. Coronelli parte con una squadra di “marangoni” al seguito che gli servono per costruire le due gigantesche opere che saranno di quasi 4 metri di diametro.

È l’inizio di un ventennio di successi: geografia e astronomia sono scienze che si vanno diffondendo in Europa e nobili e patrizi vogliono avere quei globi disegnati – progenitori dei mappamondi – che illustrano la terra e la volta celeste secondo le conoscenze dell’epoca. Dalla coppia dei globi francesi manoscritti, Coronelli pubblica poi una serie di riduzioni a stampa. Anche i due globi che regala alla Serenissima sono riduzioni dai francesi di 1, 6 metri di diametro, ma il globo celeste della Marciana ha una particolarità in più: montato con le prove di stampa, riporta una parte dei testi scritti a mano, di pugno dello stesso Coronelli. Padre Vincenzo realizza anche carte astronomiche e geografiche e globi di varie dimensioni ma dopo il 1700 i contenuti delle sue opere iniziano a diventare obsoleti e la fortuna di Coronelli va spegnendosi.

La mostra vuole essere anche occasione per presentare il progetto di restauro del globo celeste marciano, che potrebbe essere realizzato attraverso l’art bonus. L’intervento, il cui costo complessivo è stato stimato in 25 mila euro, riguarderebbe la pulitura delle superfici e la rimozione delle colle dei vecchi interventi, oltre al restauro delle parti metalliche e del piedistallo ligneo originale.
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