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Arsenale di Venezia, rivive la Torre della Campanella

L’intervento ha portato alla luce anche il bassorilievo cinquecentesco di un leone alato

di Eugenio Pendolini
1 minuto di lettura
La Campanella della Torre dell'Arsenale 

VENEZIA. Il restauro di un edificio storico in una zona militare che diventa un’occasione di riqualificazione urbana a vantaggio (anche) della collettività intera. Dopo appena due anni di lavori, è stato inaugurato  il recupero della Torre della Campanella, antica struttura che affaccia nel bacino interno all’Arsenale.

La struttura della Torre, di origine cinquecentesca, in passato delimitava il perimetro dell’Arsenale Vecchio. A fine’500, venne realizzato un torrino, la cui funzione era quella di avvistare le barche in entrata e in uscita dall’Arsenale. Rimasto intatto fino all’800, gli ultimi restauri dell’edificio risalgono al 1937 ma dagli anni’90 risulta totalmente abbandonato e in decadenza. Così fino a due anni fa. «L’idea di restaurare la Torre ci è venuta per caso, durante il Simposio delle Marine Internazionali nel 2015» ha spiegato l’ammiraglio Bernard. I lavori, condotti in sinergia con la Soprintendenza, con il Ministero della Difesa (con la collaborazione dell’ufficio del Genio della Marina), delle Infrastrutture e dei Beni Culturali, hanno riguardato principalmente la messa in sicurezza dell’edificio e del tetto pericolante, la costruzione di una scala interna che conduce alla sala degli Squadratori, e il rifacimento di illuminazione e vie di fuga.

Il bassorilievo del leone cinquecentesco 


«Vogliamo rendere il recupero di questi spazi un valore aggiunto per le forze armate e per la città di Venezia» ancora Bernard «e creare un polo per conferenze ed eventi». Il primo evento ospitato dalla sala degli Squadratori è previsto per oggi, con l’inizio del Simposio delle Marine Internazionali. Un banco di prova che richiamerà in città le delegazioni di cinquantadue nazioni. I lavori di restauro hanno regalato anche una piccola sorpresa: dietro la campana che una volta sovrastava l’edificio, spicca infatti il bassorilievo cinquecentesco di un leone alato, rinvenuto dietro a una parete destinata a essere demolita. Grande soddisfazione anche dalla Soprintendenza.

«Si aggiunge un altro tassello al recupero di pezzi di storia di questa città» ha dichiarato Emanuela Carpani «Ringraziamo la lungimiranza e l’apertura verso politiche culturali da parte della Marina Militare. Ci piacerebbe che l’Arsenale diventasse un laboratorio permanente di restauro, architettura, cultura, in una parola, un laboratorio di progetti utili alla città».

Presenti al taglio del nastro la vicesindaco Luciana Colle, la soprintendente Emanuela Carpani, il prefetto di Venezia, Carlo Boffi, il comandante dell’Istituto di Studi Militari Marittimi di Venezia, contrammiraglio Marcello Bernard, e il rettore di Ca’Foscari Michele Bugliesi.

 

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