Il ponte di Rialto scomposto in undicimila tasselli

Oltre undicimila foto-tasselli, 264 ore di appostamento e 15.963 individui immortalati. I numeri della mostra “Rivus Altus”, inaugurata ieri e visitabile sino al 27 novembre presso il Centro...

Oltre undicimila foto-tasselli, 264 ore di appostamento e 15.963 individui immortalati. I numeri della mostra “Rivus Altus”, inaugurata ieri e visitabile sino al 27 novembre presso il Centro Culturale Don Orione Artigianelli, raccontano il desiderio di vitalizzare il Ponte di Rialto - liberandolo dal recinto della “perfetta cartolina” - da parte del fotografo e architetto milanese Massimiliano Farina.

Patrocinato da Comune e Iuav, lo strumento potente e dinamico per raggiungere questo scopo è un’installazione complessa, strutturata sui piani dell’immagine fotografata, della scultura e del suono.

”Rivus Altus” consiste nella rievocazione di due prospettive legate al Ponte di Rialto. Sul fondo della sala un pannello di 7 metri di larghezza costituito da 78 caselle ciascuna corrispondente ad una fotografia va a ricostruire come un gigantesco mosaico quello che è il classico panorama del Canal Grande visto dalla sommità della struttura; lungo tutto l’ambiente, invece, trovano posto i ritratti dei passanti che di giorno in giorno ho immortalato mentre appunto si soffermavano ad ammirare quella straordinaria visione.

«Due sculture di Giacometti appartenenti alla collezione The Boga Foundation, diverse altre figure minali della linea Homini by Boga e il sottofondo sonoro di voci, campane e barche in movimento registrato proprio sul campo - spiega l’artista - contribuiscono a calare il visitatore della mostra sia sulla cima affollata del ponte che di fronte al panorama del Canal Grande».

Un progetto fortemente incentrato sul coinvolgimento dell’osservatore, che avrà modo anche di agire attivamente sull’allestimento: ciascuna casella del pannello è infatti riempita di 100 immagini rappresentanti lo stesso punto in momenti cronologici diversi, e ogni visitatore potrà staccare e tenere per sé la fotografia di testa facendo così emergere quella sottostante. «Man mano che gli scatti verranno rimossi dal pubblico il panorama cambierà nei dettagli, mantenendo però la propria essenza. Tra le ultime fotografie anche quelle del mio matrimonio: a febbraio 2015 l’occasione perfetta per concludere il progetto è stata sposare mia moglie nella splendida sede del Comune, visibile dal Ponte».

Flavio Lapiccirella

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