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L'importanza di rammendare l'Italia

L'importanza di rammendare l'Italia
(fotogramma)
Il lavoro di messa in sicurezza giace dal 2018 quando il Piano di Adattamento al Cambiamento Climatico, approvato da un gruppo di scienziati incaricati, è stato riposto in un cassetto del ministero dell’Ambiente
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La prima volta che ho sentito Renzo Piano esortarci a rammendare questa Italia che cade in pezzi, come ha fatto oggi dopo la tragedia di Ischia, era appena diventato senatore a vita. Era il 2013. Poi ci fu un terremoto, e il premier di allora gli diede l’incarico di aiutare a progettare la ricostruzione degli edifici. Poi crollò un ponte, nella sua città, Genova, e lui ne ha progettato un altro che è stato realizzato a tempo di record.[[ge:rep-locali:content-hub:375787075]]

Sono passati quasi dieci anni e ogni volta che c’è una sciagura - e ormai sono sempre più frequenti a causa del cambiamento climatico e del dissesto idrogeologico, un parolone per dire che abbiamo fatto scempio del territorio con l’abusivismo edilizio - ogni volta che c’è una sciagura andiamo da Renzo Piano e il grande architetto ci ripete le stessa esortazione: rammendare l’Italia, come si faceva una volta con i calzini e con le giacche, quando ancora non ci aveva preso il virus del consumismo e di gettare via tutto quello che non è nuovo e un toppa sulle maniche era un vanto, perchè voleva dire che il tessuto era buono.

L’Italia è come una giacca con un tessuto bellissimo ma tenuta molto male. Solo che non la possiamo buttare. E’ il nostro paese. E allora perché non si fa? Perchè non la rammendiamo? Perchè purtroppo per la politica, ma anche per i giornali siamo onesti, funzionano meglio le grandi opere piuttosto che qualche migliaio di piccoli insignificanti cantieri per riparare il territorio e metterlo in sicurezza. Quanti? Dove? Lo sappiamo. Almeno dal 2018 quando il Piano di Adattamento al Cambiamento Climatico, approvato da un gruppo di scienziati incaricati, è stato riposto in un cassetto del ministero dell’Ambiente,  e lì è rimasto a prendere polvere. Non è una priorità, ci è stato detto quando abbiamo chiesto spiegazioni. E’ ora di tirarlo fuori. Adesso, perché fra un paio di giorni di Ischia, come di tutte le tragedie precedenti, non parleremo più.