Se il servizio peggiora è colpa della skimpflation

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L’altro giorno ero su un treno da Milano per Roma. Ho chiesto di poter avere un caffè e mi è stato risposto che era in arrivo. A Bologna ho ribadito la richiesta e mi è stato risposto che era in arrivo. A Firenze lo stesso. Il caffè è arrivato poco prima dell’arrivo del treno a Roma. Non lo racconto per fare polemica ma perché si tratta probabilmente di uno dei tanti esempi di un fenomeno che a causa della pandemia sta crescendo e che negli Stati Uniti chiamano skimpflation. Una forma di inflazione in cui non aumentano i prezzi ma peggiorano i servizi. Quando su Alitalia improvvisamente levarono il servizio bar durante il volo adducendo scuse come le turbolenze in realtà stavano risparmiando sulle nostre spalle. Quando Disney cancella la navetta gratuita per i parchi tematici costringendo i visitatori a farsi oltre un chilometro a piedi sta facendo lo stesso.

Quando un call center ci mette ore a rispondere non è perché le chiamate sono troppe ma perché le persone preposte a intervenire sono poche. Quando al supermercato ci sono sei casse ma solo una è aperta e perciò si forma una fila lunghissima capita lo stesso: fanno a meno dei cassieri e il costo lo supportiamo noi con il nostro tempo. A volte questo fenomeno non è causato soltanto dall’esigenza di fare economia e difendere il profitto: ci sono bar e ristoranti che faticano a trovare camerieri e che quindi offrono un servizio peggiore. Questa cosa è l’altra faccia della cosiddetta Instant Economy, l’economia istantanea, in cui invece ogni cosa è a portata di clic. Il modello Amazon insomma. L’unico posto in cui il servizio sembra non peggiorare mai.

La skimpflation non è una cosa bella, segnala una crisi in corso, piccoli imprenditori e grandi aziende che faticano a far quadrare i conti e clienti danneggiati senza neanche dir loro grazie per la comprensione. Ci vuole pazienza in questi momenti, anche aspettando un caffè per tre ore.