Tutti connessi, nessuno escluso: ma quando?

Liliana Segre 
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C’è in Rete un video bellissimo con la voce di Liliana Segre: racconta l’importanza dell’inclusione, il fatto che ogni volta che nella vita alzi una barriera e lasci qualcuno fuori ti stai perdendo qualcosa. Il testo è potente e la voce della senatrice a vita lo rende speciale.

Il video è il lancio di una manifestazione in corso sul Web da qualche giorno con cui centinaia di aziende si fanno promotrici di eventi sul tema dell’inclusione a tutti i livelli: ieri c’è stato quello dedicato all’inclusione digitale, un tema che conosco bene da anni. Milioni di italiani sono esclusi dalla Rete non perché vogliono starne fuori, ma perché non hanno le competenze per entrarci. Sono cittadini di serie b. Con meno diritti e meno opportunità. Se vi guardate attorno, probabilmente non ne conoscete neanche uno, ma ci sono. Sono gli italiani che hanno soltanto la licenza elementare o media, sono gli anziani, sono le donne che vivono nei piccoli paesi nel Sud, sono i giovani che hanno smesso di cercare un lavoro perché sono scoraggiati. Sono quelli che avrebbero più bisogno di stare in Rete e di vivere connessi. Ma spesso non lo sanno nemmeno.

Con la pandemia, lo abbiamo detto tante volte, c’è stata una poderosa accelerazione delle competenze digitali: tutti abbiamo imparato a fare cose che prima non facevamo, la spesa online, lo smart working e la didattica a distanza sono diventate pratiche comuni. Per tutti tranne che per quei cittadini con meno diritti, gli esclusi dalla società digitale. Ieri il Censis ha certificato che esistono ancora, che sono ancora diversi milioni. Troppi. Sono i più deboli e sono esclusi dai benefici di una società connessa. Hanno meno opportunità di studiare, informarsi, lavorare, conoscere altre persone, coltivare rapporti a distanza. Con il Pnrr ci sono per la prima volta i soldi per colmare questo divario. Non va sprecato un euro, non va sprecato un altro giorno. Tutti connessi, nessuno escluso.