Se Raffaella Carrà avesse avuto i social

(ansa)
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Se Raffaella Carrà avesse avuto i social li avrebbe sbaragliati tutti questi influencer. Avrebbe fatto le dirette al telefono su Twitch, come i videogamer. Su Instagram avremmo trovato le stories con le prove delle coreografie dei suoi balletti che poi avremmo rivisto in versione finale su TikTok; e su YouTube ci sarebbero stati i tutorial per imparare a ballare come la Raffa il tucatuca. Se Raffaella Carrà avesse avuto i social, la sua risata, la sua allegria, li avrebbero attraversati come una cascata di stelle facendo battere in ritirata odiatori seriali e troll di ogni tipo. Certo chiedersi come sarebbe stata la carriera di Raffaella Carrà se avesse avuto i social media, e non solo la tv, è come chiedersi cosa avrebbe potuto fare Leonardo da Vinci con l'energia elettrica o Dante Alighieri con un personal computer (I paragoni sono esagerati ma sono appunto solo paragoni, servono a rendere un concetto).

Anche perché Raffaella Carrà i social li aveva. Dal 2014 aveva un profilo Twitter (@raffaella) con mezzo milione di followers, che ogni anno il 18 giugno prendeva vita quando moltissimi lo usavano per mandarle gli auguri di compleanno ("mi avete sommersa, il vostro affetto mi commuove"). Lei lo usava poco, Twitter, anzi sempre meno. Quasi soltanto per dare l'ultimo saluto agli amici che lasciavano questo mondo: "ciao, ti accompagno con le mie preghiere". Per Franco Battiato, Gigi Proietti, Diego Armando Maradona gli ultimi. Li aveva i social Raffaella Carrà ma aveva scelto di non usarli, non perché fosse all'antica, lei, che ha innovato la tv e la morale di questo paese; ma perché c'è un tempo per tutto. Un tempo per cantare, uno per ballare, uno per presentare e uno per ascoltare. Poi arriva il tempo di uscire di scena: solo i più grandi sanno farlo senza far rumore.