La favolosa ascesa degli hacker dell'Ikea

(reuters)
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Vorrei spezzare una lancia in favore degli hacker. O meglio una brucola, visto la storia che sto per raccontare. La favolosa storia degli hacker dell'Ikea. Insomma pare che durante la pandemia nel mondo sia esploso il fenomeno di coloro che i classici mobili dell'Ikea li hanno modificati, migliorati, fatti diventare altro, condividendo le istruzioni e i risultati in rete in gruppi, forum, community sempre più numerosi.

Secondo la testata The Hustle con l'hashtag #ikeahack su TikTok ci sono video che hanno collezionato oltre 60 milioni di views, su YouTube si arriva a 100 milioni; su Instagram ci sono 500 mila post in tema, su Facebook centinaia di gruppi, per non parlare di Pinterest che è forse il social più adatto a esibire le proprie creazioni casalinghe. Il fenomeno è interessante per varie ragioni. La prima è che riguarda l'Ikea, una delle aziende più famose e ammirate del mondo, quella che ha inventato un altro modo di arredare la casa, praticando un design democraticoo, economico e funzionale che però fattura oltre 40 miliardi di dollari l'anno. Inizialmente l'Ikea non vedeva bene questo piccolo esercito di falegnami dilettanti che modificavano le sue creazioni: parliamo di una decina di anni fa, quando la cosa era davvero agli inizi e l'azienda svedese portò in tribunale i primi hacker intimandogli di non usare più la parola Ikea nei loro siti.

Ma poi qualcosa è cambiato e devono aver capito che in fondo gli hacker fanno proprio quello che l'Ikea ci ha insegnato a fare: creano mobili utili a partire da componenti di legno semplici ed economici. Se qualcuno si modifica una vecchia libreria o una sedia ormai rotta per farne qualcosa di più utile sta applicando esattamente la filosofia del fondatore dell'Ikea per cui lo spreco di risorse è un peccato mortale. Il secondo motivo per cui questa storia è interessante è che ci fa prendere confidenza con un altro senso del termine hacker, che non è soltanto un criminale informatico, come oggi sbrigativamente diciamo, ma qualcuno che usa la tecnologia per fare qualcosa che altri prima non hanno mai fatto.